Il più grande sbaglio di Julian Assange
- 4
- by Antonio Lupetti
- December 6, 2010
Ad alcuni giorni di distanza dalla pubblicazione degli oltre 250.000 documenti classificati del Dipartimento di Stato americano su Wikileaks, la tempesta di polemiche che si è abbattuta sulla controversa figura del suo fondatore, Julian Assange, non si è ancora placata. Sono in molti a scagliarsi contro l’irresponsabilità di Assange e sono in molti, invece, a difenderlo. Ma c’è qualcosa che nella sua missione di trasparenza e verità non torna. Assange ha tradotto univocamente il contenuto dei documenti di cui è venuto in possesso, come un’ambiguità di fondo del comportamento del governo degli Stati Uniti nei rapporti con le altre potenze mondiali.
A una lettura superficiale, può sembrare una tesi corretta e accettabile, se però si ignora del tutto che l’essenza della diplomazia è di garantire gli interessi del proprio paese mantenendo determinati equilibri politici ed economici sul piano delle relazioni internazionali con gli altri Stati. Non è un esercizio a base di etica o di morale. È un gioco di mediazioni, compromessi, richieste e concessioni, fatto di trattative che si basano su informazioni tutt’altro che trasparenti per chi siede dall’altra parte del tavolo dei negoziati.
Stupirsi del fatto che i rappresentanti di stato americani dislocati nelle varie ambasciate sparse nel mondo inviino a Washington informative riservate con contenuti di forte critica nei confronti degli altri paesi è puro infantilismo. Accade la stessa cosa per tutte le delegazioni estere di qualsiasi altro stato nei confronti dei paesi che li ospitano. È un’attività di monitoraggio e informazione largamente diffusa e ben nota negli ambienti dell’intelligence.
Ritenere che tutto ciò sia una prerogativa eticamente condannabile ed esclusivamente confinabile alla politica estera americana è un errore grossolano basato su un palese pregiudizio di fondo, fatto di antiamericanismo mascherato da amore per la trasparenza e la verità. È questo il più grande sbaglio di Assange. È la sua accusa a senso unico nei confronti degli Stati Uniti che mina la difendibilità e la credibilità della sua missione.
Sono pienamente d’accordo con te.
Wikileaks si pone come “verità” assoluta, ma la realtà è ben diversa.
Basti pensare al video mostrato (alcuni mesi fa) in cui dei soldati americani sparavano e uccidevano dei fotografi in zona di guerra, credendoli armati : la gente ne è rimasta scandalizzata, quando in realtà il 99% di loro avrebbero commesso lo stesso errore, e si sarebbero comportati forse anche peggio dei soldati accusati.
C’è questa disonestà intellettuale in cui si vorrebbero guerre senza morti, carne senza mattatoi, aria pulita pur continuando ad usare l’auto ecc…
È anche vero che sarebbe ora di dare un po’ di buoni esempi “dall’alto”, abbandonando vecchi rancori e abitudini politiche (o vizi) che onestamente trovo raccapriccianti, visto il livello, manco fossero al Bar Stadio.
Mi sembra che però, visto l’accanimento di queste ore contro la sua persona, i suoi conti, i DNS ecc… gli Stati non ne stiano uscendo con orgoglio, ma piuttosto con la riconferma che a certe provocazioni sanno rispondere solo con i soliti, vecchi metodi.
Che poi, magari, è quello che serve per governare (chi lo sa, io non sono di certo un politico), ma perlomeno un po’ di classe in più non guasterebbe. Staremo a vedere.
PS: Bellissimi i tuoi posts, anche questo leggermente fuori tema rispetto al solito.
Ciao Bruno, grazie. Woork Up non è più un blog incentrato esclusivamente sul web design. Lo uso per parlare un po’ di tutto su vari argomenti.
A me va benissimo come vedi, infatti per assurdo dopo tanto tempo che ti seguo il primo commento è proprio su un post che non riguarda quel maledetto IE6. :)
Buona continuazione!
Stupidaggini. Stupidaggini viziate, queste si, da un pregiudizio di fondo e da una mancata volonta’ di vedere la realta’ tutta, a 360 gradi. L’invito di wikileaks e’ rivolto a qualunque ambasciata, a qualunque cittadino sappia qualcosa di rilevante (questo viene vagliato dai volontari di wikileaks per evitare di dar credito a maniaci che dicono di aver visto l’anticristo o di essere stati rapiti dagli alieni). Quindi anche iraniani, russi, cubani, nigeriani, ecc., possono contribuire. Il fatto che quasi tutti i contributi vengano da funzionari occidentali dipende da una serie di fattori ed attitudini, tutto qui. Prima di parlare, piuttosto, mettete a confronto il curriculum della persona ed il vostro. Cosi’, tanto per non replicare la figuraccia itaGliana mentre gli americani sbarcavano sulla luna: loro tutti tecnologia e ricerca, e qui andavano di moda i dibattiti televisivi (e sui giornali) tra esperti di diritto internazionale (insomma cialtroni azzeccagarbugli e truffatori legalizzati) su presunti diritti dell’umanita’ sulle regioni lunari. C’e’ chi il calcio lo gioca, e poi c’e’ una nutrita schiera di fancazzisti in giacca e cravatta, tristi e mediocri, che vorrebbero propinare il calcio parlato ai babbei per ricavare qualche soldo da trasmissioni spazzatura. Scegliete voi da che parte stare.