Il più grande sbaglio di Julian Assange

Pubblicato il December 6, 2010
Il fondatore di Wikileaks, Julian Assange

Ad alcuni giorni di distanza dalla pubblicazione degli oltre 250.000 documenti classificati del Dipartimento di Stato americano su Wikileaks, la tempesta di polemiche che si è abbattuta sulla controversa figura del suo fondatore, Julian Assange, non si è ancora placata. Sono in molti a scagliarsi contro l’irresponsabilità di Assange e sono in molti, invece, a difenderlo. Ma c’è qualcosa che nella sua missione di trasparenza e verità non torna. Assange ha tradotto univocamente il contenuto dei documenti di cui è venuto in possesso, come un’ambiguità di fondo del comportamento del governo degli Stati Uniti nei rapporti con le altre potenze mondiali.

A una lettura superficiale, può sembrare una tesi corretta e accettabile, se però si ignora del tutto che l’essenza della diplomazia è di garantire gli interessi del proprio paese mantenendo determinati equilibri politici ed economici sul piano delle relazioni internazionali con gli altri Stati. Non è un esercizio a base di etica o di morale. È un gioco di mediazioni, compromessi, richieste e concessioni, fatto di trattative che si basano su informazioni tutt’altro che trasparenti per chi siede dall’altra parte del tavolo dei negoziati.

Stupirsi del fatto che i rappresentanti di stato americani dislocati nelle varie ambasciate sparse nel mondo inviino a Washington informative riservate con contenuti di forte critica nei confronti degli altri paesi è puro infantilismo. Accade la stessa cosa per tutte le delegazioni estere di qualsiasi altro stato nei confronti dei paesi che li ospitano. È un’attività di monitoraggio e informazione largamente diffusa e ben nota negli ambienti dell’intelligence.

Ritenere che tutto ciò sia una prerogativa eticamente condannabile ed esclusivamente confinabile alla politica estera americana è un errore grossolano basato su un palese pregiudizio di fondo, fatto di antiamericanismo mascherato da amore per la trasparenza e la verità. È questo il più grande sbaglio di Assange. È la sua accusa a senso unico nei confronti degli Stati Uniti che mina la difendibilità e la credibilità della sua missione.

  • Bruno

    Sono pienamente d’accordo con te.
    Wikileaks si pone come “verità” assoluta, ma la realtà è ben diversa.
    Basti pensare al video mostrato (alcuni mesi fa) in cui dei soldati americani sparavano e uccidevano dei fotografi in zona di guerra, credendoli armati : la gente ne è rimasta scandalizzata, quando in realtà il 99% di loro avrebbero commesso lo stesso errore, e si sarebbero comportati forse anche peggio dei soldati accusati.

    C’è questa disonestà intellettuale in cui si vorrebbero guerre senza morti, carne senza mattatoi, aria pulita pur continuando ad usare l’auto ecc…

    È anche vero che sarebbe ora di dare un po’ di buoni esempi “dall’alto”, abbandonando vecchi rancori e abitudini politiche (o vizi) che onestamente trovo raccapriccianti, visto il livello, manco fossero al Bar Stadio.

    Mi sembra che però, visto l’accanimento di queste ore contro la sua persona, i suoi conti, i DNS ecc… gli Stati non ne stiano uscendo con orgoglio, ma piuttosto con la riconferma che a certe provocazioni sanno rispondere solo con i soliti, vecchi metodi.
    Che poi, magari, è quello che serve per governare (chi lo sa, io non sono di certo un politico), ma perlomeno un po’ di classe in più non guasterebbe. Staremo a vedere.

    PS: Bellissimi i tuoi posts, anche questo leggermente fuori tema rispetto al solito.

    • Antonio Lupetti

      Ciao Bruno, grazie. Woork Up non è più un blog incentrato esclusivamente sul web design. Lo uso per parlare un po’ di tutto su vari argomenti.

  • Bruno

    A me va benissimo come vedi, infatti per assurdo dopo tanto tempo che ti seguo il primo commento è proprio su un post che non riguarda quel maledetto IE6. :)
    Buona continuazione!

  • Silvio

    Stupidaggini. Stupidaggini viziate, queste si, da un pregiudizio di fondo e da una mancata volonta’ di vedere la realta’ tutta, a 360 gradi. L’invito di wikileaks e’ rivolto a qualunque ambasciata, a qualunque cittadino sappia qualcosa di rilevante (questo viene vagliato dai volontari di wikileaks per evitare di dar credito a maniaci che dicono di aver visto l’anticristo o di essere stati rapiti dagli alieni). Quindi anche iraniani, russi, cubani, nigeriani, ecc., possono contribuire. Il fatto che quasi tutti i contributi vengano da funzionari occidentali dipende da una serie di fattori ed attitudini, tutto qui. Prima di parlare, piuttosto, mettete a confronto il curriculum della persona ed il vostro. Cosi’, tanto per non replicare la figuraccia itaGliana mentre gli americani sbarcavano sulla luna: loro tutti tecnologia e ricerca, e qui andavano di moda i dibattiti televisivi (e sui giornali) tra esperti di diritto internazionale (insomma cialtroni azzeccagarbugli e truffatori legalizzati) su presunti diritti dell’umanita’ sulle regioni lunari. C’e’ chi il calcio lo gioca, e poi c’e’ una nutrita schiera di fancazzisti in giacca e cravatta, tristi e mediocri, che vorrebbero propinare il calcio parlato ai babbei per ricavare qualche soldo da trasmissioni spazzatura. Scegliete voi da che parte stare.