La caduta di Digg
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- by Antonio Lupetti
- December 30, 2010
Fa un certo effetto rivedere, a distanza di tempo, la faccia sorridente di Kevin Rose sulla copertina di BusinessWeek, datata agosto 2006, su cui spicca il titolo “Come questo ragazzo ha fatto $60 milioni in 18 mesi”.
Risale al periodo d’oro di Digg, quando il sito fondato da Kevin Rose spopolava e macinava utili grazie all’enorme successo di cui godeva. Sono passati d’allora poco più di quattro anni durante i quali Digg ha perso gran parte del suo appeal e una fetta consistente di utenti. L’emorragia di visite è peggiorata in quest’ultima parte dell’anno confermando un trend negativo preoccupante. Ad aprile 2010, un articolo del Guardian riportava che il sito fondato da Kevin Rose aveva perso in un mese oltre il 35% del traffico (tornando ai livelli di giugno 2008) e tagliato il 10% del suo staff. Un ulteriore ridimensionamento dell’organico del 37% era stato annunciato a ottobre su TechCrunch, sintomo di un evidente peggioramento della salute del popolare sito di condivisione delle news. Il rilascio della nuova versione del sito ha contribuito a seppellire i timidi entusiasmi di chi sperava ancora in un miracolo. Il risultato del restyling (non solo grafico ma anche in termini di funzionalità) è stato disastroso e ha scatenando numerose critiche e polemiche che non hanno di certo giovato all’immagine già abbastanza appannata del sito.
Ma perché Digg oggi non funziona più e attrae sempre meno utenti rispetto a qualche tempo fa? Al di là di ogni possibile speculazione su quella che è stata la gestione del sito negli ultimi anni, se per curiosità date un’occhiata alla pagina che spiega cos’è Digg trovate questa breve frase: “Digg is a place for people to discover and share content from anywhere on the web”. E il problema di fondo è proprio tutto lì, in quell’attività di scoprire e condividere i contenuti che gli utenti hanno delegato prevalentemente a Twitter e Facebook il cui utilizzo è ormai ben più radicato nella trasposizione digitale della vita di ognuno di noi.
Digg è qualcosa che percepiamo meno immediato rispetto a Twitter e meno personale e intimo rispetto a Facebook e proprio questo sentimento è ciò che ci porta a ritenere il suo utilizzo meno necessario e superfluo. Forse la parabola discendente di Digg non è ancora arrivata a un punto di non ritorno ma, probabilmente, il futuro che attende il sito ha tutto il sapore amaro della delusione.
Su web è tutto molto veloce si può avere successo in poco tempo, ma anche perderlo in pochissimo! :-D