La guerra dei tablet è persa in partenza

Pubblicato il February 27, 2011
Steve Ballmer, Microsoft CEO, to show off Windows tablets at CES

Il 2011 è stato definito dagli analisti del settore come l’anno del consolidamento del mercato dei tablet. Nonostante l’arrivo di nuovi interessanti prodotti come il Samsung Galaxy Tab e il Motoroloa Xoom, l’iPad di Apple, di cui a giorni sarà presentata a San Francisco la nuova versione, continuerà a dominare saldamente la classifica delle vendite.

Secondo un recente studio di Gartner, nel corso dell’anno, saranno vendute all’incirca 55 milioni di tablet. In questo scenario il tablet della Apple continuerà a mantenere salda la sua posizione di vantaggio rispetto alle altre device simili in commercio.

Questa previsione è fortemente realistica. Sembra infatti che i maggiori concorrenti del gigante di Cupertino non abbiano ancora capito che non è possibile ottenere un significativo vantaggio competitivo esclusivamente attraverso l’introduzione di nuovo hardware.

Il campo su cui si decidono le sorti della guerra per il predominio del mercato è quello che vede nella creazione di un ecosistema hardware, software, sviluppatori, utenti l’elemento discriminante per l’affermazione di un prodotto piuttosto che un altro.

Ed è proprio per questo motivo che, iPad a parte, la vera forza di Apple risiede in quello sconfinato universo di applicazioni disponibili nell’App Store che rendono l’iPad molto più appetibile rispetto alle altre alternative e costituiscono la più grande barriera all’entrata per tutti gli altri suoi concorrenti.

  • Alessandro Giammaria

    Condivido in pieno la tua visione del prossimo futuro dei tablet, unica titubanza è la politica della apple per la distribuzione di riviste et similari che obbligando a distribuire solo tramite itunes potrebbe tagliarsi da sola fuori dal mercato…

    Speriamo di no

    Ale

    • Antonio Lupetti

      In realtà direi di no, in virtù del fatto che l’App Store è una vetrina che fornisce una grandissima visibilità agli sviluppatori di contenuti multimediali ed è quindi fortemente attraente da quel punto di vista.

  • Matteo

    Non condivido affatto. Non si può liquidare così alla leggera un concorrente come Google. Possiamo essere d’accordo sulla differenze di qualità media delle applicazioni presenti nell’App Store e nell’Android Market, ma è chiaro che Google stia investendo parecchio su questo fronte.
    Per quanto riguarda le ultime politiche dell’App Store: ogni applicazione che fornisce contenuti di qualsiasi genere (non solo riviste) a pagamento, può farlo solamente attraverso il meccanismo di “In App Purchase”, sottostando alle tariffe di Apple, a cui va il 30% della vendita; francamente mi sembra una scelta non molto lungimirante.

    • Antonio Lupetti

      Google è in ritardo in un anno e ancora non ha presentato niente di veramente competitivo. Il meccanismo dell’ “In App Purchase” è invece più lungimirante di quanto pensi. Produce ricavi (sostanzialmente senza sforzo) per Apple e incentiva gli sviluppatori a pubblicare nell’App Store le loro applicazioni vista la visibilità che potenzialmente possono ottenere.

    • Michael

      Matteo ti sbagli, ogni applicazione che offre contenuti a pagamento deve anche offrire l’opzione di comprare i contenuti tramite l’applicazione (e quindi ‘app store) per lo stesso prezzo che viene offerto fuori da l’applicazione.

      Io sinceramente non vedo il problema, sicuramente per il consumatore non esiste. Più possibilità di fare spessa a prezzi buoni. Quelli che si lamentano devono ricordarsi un attimo che e sempre stato così. Il giornalaio mica ti vende il giornale per lo stesso prezzo di cui la comprato. Non trovo così scandaloso che Apple vuole generare ricavi da il suo negozio. In fine Apple ha creato il mercato e il canale di distribuzione, lo mantiene, e ti porta consumatori pronti a comprare.

  • User

    Hai dimenticato una cosa che è un caso unico in Apple. Il prezzo finale, nessuno dei prodotti android è riuscito a competere su questo piano. Un vantaggio competitivo che si è costruita lavorando con anni di anticipo (accordi di esclusività sulle memorie ssd e sugli lcd in particolare) quando gli altri ancora stavano pensando che ancora non era tempo di tablet (vedi ad es il fallimento di ‘origami’, chi se lo ricorda?).
    Certo, non durerà a lungo, forse già per l’ ipad3 i cinesi avranno eliminato questo vantaggio (come succede adesso con gli smartphone, hai visto l’ ideos a 89euro?) ed apple di certo non deciderà di rinunciare ai suoi grossi margini, ma nel frattempo nuovi sviluppatori, nuove app, nuovi utenti che una volta provato ios non cambiano volentieri..