Social Media

Politica e Social Network in Italia: Facebook e Twitter dominano

Internet gioca ormai un ruolo determinante nella scena politica del nostro paese. I blog ma soprattutto Facebook e Twitter sono le piattaforme più utilizzate dai politici per comunicare con i cittadini.

Facebook è il social network preferito

I politici preferiscono le pagine ai profili personali

Facebook – La larga diffusione di Facebook nel nostro paese e la sua facilità d’uso hanno reso la creatura di Mark Zuckerberg il social network preferito dai politici nostrani.

La pagina di Nichi Vendola è tra le più cliccate sul social network, con oltre 390.000 like e stacca, con oltre 150.000 like in più, quella del premier Silvio Berlusconi. Tra i politici più popolari sul social network seguono poi Antonio Di Pietro, Debora Serracchiani, Pierluigi Bersani, Mara Carfagna e Rosi Bindi.

Scarso aggiornamento e mancanza di interazione con gli altri utenti

Ecco lo stato dei profili dei politici italiani su Twitter

Twitter – La Twitter mania dilagata in Italia ha contagiato anche i politici ma i loro profili risultano scarsamente aggiornati e privi di qualsiasi interazione con gli altri utenti.

Curiosando tra i vari profili, l’uso che spesso i nostri politici fanno della piattaforma di micro blogging (a parte rarissime eccezioni) è del tutto superficiale. Tra i profili con il più alto numero di followers ritroviamo Nichi Vendola e a seguire Antonio di Pietro, Pierluigi Bersani e Renato Brunetta.

Nonostante in alcuni casi il numero dei followers sia significativo come, ad esempio, nel caso di Nichi Vendola (49.100 followers), i profili più aggiornati hanno in media appena qualche migliaio di tweet mentre si scende fino a poche centinaia per quelli in coda. Ci sono infine alcuni profili che versano in uno stato di totale abbandono come quello di Romano Prodi o quello di Walter Veltroni fermo addirittura ad aprile 2008 e che riporta ancora “Sindaco di Roma” nella descrizione.
COMMENTS

  • Roman

    Complimenti Antonio per questo.. chiamiamolo un report, e vergogna Italia con la sua mentalità sbagliata per pensare che microbloging sia superficiale.