Come la pubblicità uccide il contenuto delle pagine web
La pubblicità è l’anima del commercio. Ma soprattutto, da quindici anni a questa parte, la pubblicità è l’unico modello di business che funziona per generare ricavi nell’ambito dell’editoria sul Web.
Mentre i modelli di sottoscrizione a pagamento delle news stentano a decollare e riscontrano una fredda accoglienza da parte degli utenti, i blog di ogni dimensione e le testate giornalistiche on-line continuano a sopravvivere prevalentemente grazie alla pubblicità.
Nessuno di noi, perciò, si stupisce più di tanto nel constatare che le pagine dei siti web sono sempre più piene zeppe di banner e link pubblicitari. Ormai, in fondo, siamo tutti un po’ avvezzi a questo “rumore”, tanto che il nostro cervello è portato automaticamente ad isolarlo e ad escluderlo più efficientemente di qualsiasi altro plug-in pensato allo scopo per il nostro browser preferito.
In questa tendenza ad affollare le pagine di pubblicità c’è però un limite che travalica il buongusto e il rispetto che un editore dovrebbe avere nei confronti dei propri lettori.
Prendiamo per esempio due delle più famose testate giornalistiche italiane on-line: “il Corriere” e “la Repubblica”.
Da qualche tempo a questa parte i contenuti sembrano quasi delle appendici alle pubblicità che invadono, in ogni forma possibile ed immaginabile, le loro pagine: messaggi pop-up invasivi, pop-up video, sfondi sgargianti a tutta pagina, banner e link all’interno degli articoli, pagine intere di pubblicità che indirizzano dopo alcuni secondi alla pagina col contenuto che l’utente desiderava.
Il discorso vale anche per quelle gallerie improbabili di immagini di ogni tipo (pescate qua e là su qualche sito web russo specializzato nel genere) e riproposte con scarsissima originalità solo per riempire di pseudo-contenuto qualche spazio vuoto. Vanno bene anche queste, ci vogliono per generare traffico, per carità, nessuno dice niente.
E soprattutto, come detto sopra, ci vuole la pubblicità. E pure per questo nessuno dice niente. Anche quando, cari editori, ci sbattete in faccia di tutto: Banner, video, pop-up.
Ma almeno, fateci una cortesia: evitate di esagerare.
Condivido in toto. Ad un mio conoscente l’azienda gli aveva bloccato l’utilizzo di internet perchè il server aveva registrato un utilizzo abnorme di banda (nell’ordine dei Gb). Dopo rimostranze hanno appurato che effettivamente l’unico sito extra che visitava era La Repubblica. Tutto quel traffico era generato dalle pubblicità che lo intasano. Un abuso VERGOGNOSO
E’ davvero imbarazzante il numero spropositato di banner che affollano quelle pagine!
A proposito di plugin, io uso Opera, uno dei browser più sottovalutati dagli utenti, che da sempre integra delle funzionalità di blocco della pubblicità talmente efficienti che mi dimentico totalmente di tutto quel rumore.
E ammetto che quando mi capita di aprire repubblica su un computer non mio vengo letteralmente rincoglionito e mi stupisco di quanta pubblicità abbiano aggiunto negli anni.
Ci sono alcuni plug-in interessanti anche per Firefox. Qualcosa per Chrome?
Per firefox ce ne sono. Sicuramente anche per Chrome, anche se essendo di Google, ed essendo Google…va be’ sapete come va avanti il discorso!
@Lox in genere però sono sviluppati da terzi che non hanno nessuna affiliazione di alcun tipo con Google. Alcuni funzionano anche bene. Soprattutto per gli odiosi pop-up.
Adblock Plus è il massimo http://goo.gl/0stAN
Vero, è un plugin molto utile!