Perché il Chromebook di Google sarà un fallimento
Da alcuni giorni è possibile acquistare on-line l’attesissimo Chromebook di Google che, nonostante le attese dei mesi passati, sta già suscitando qualche perplessità sul suo possibile successo commerciale.
Innanzi tutto per il prezzo. La strategia sulla scelta dei prezzi, da parte dei partner di Google che commercializzano i modelli attualmente disponibili, non risulta particolarmente convincente. Su Amazon si passa dai $349.99 dollari dell’Acer AC700 (solo connessione Wi-Fi) ai $499.99 dollari del Samsung Series 5 (con connessione 3G).
Decisamente troppi per un portatile dalle potenzialità limitate come il Chromebook soprattutto se si considera che, nella stessa fascia di prezzo, si possono acquistare notebook dalle discrete prestazioni e con funzionalità molto più avanzate (in alcuni casi è incluso anche il costo della licenza di Windows Vista o Windows 7). Senza contare il fatto che basta un browser per “trasformare” il proprio notebook in un Chromebook ben più “avanzato”.
Il modello di funzionamento delle App, disponibili sul Chrome Web Store, non introduce nulla di sostanzialmente nuovo rispetto a quanto già visto con l’App Store di Apple, il Marketplace di Microsoft e il Market per i dispositivi Android, tanto da far sembrare questo Chrombook nè più nè meno che uno dei tanti tablet in circolazione dotato in più di una tastiera fisica.
In una recente intervista Eric Schmidt (executive chairman di Google) si è detto completamente fiducioso sul futuro del cloud computing. Il punto è che da questo nuovo paradigma gli utenti si aspettano di avere a disposizione applicazioni che risiedono nella “nuvola” che offrano almeno le stesse funzionalità e la stessa esperienza d’uso del classico software “off-line”.
Questo discorso vale specialmente per le applicazioni di più larga diffusione come, ad esempio, gli editor di testo, i fogli di calcolo, gli editor di presentazioni e altre applicazioni simili.
Allo stato attuale però c’è ancora un gap non indifferente tra questi due mondi. Un esempio per tutti è le suite di applicazioni gratuita offerta da Google Documents che, nonostante i continui e ripetuti miglioramenti, non è ancora all’altezza dei concorrenti “off-line” come Microsoft Office o alternative open source come OpenOffice.
Infine una considerazione più generale su questa prima generazione di computer pensati per il cloud computing. Il Chromebook è troppo basic per l’utenza professionale e troppo poco “cool” per l’utenza consumer che, per quel genere di funzionalità offerte potrebbe preferire, ad un portatile concepito nel design alla “vecchia maniera”, l’esperienza più divertente ed immediata del multitouch di un tablet.
La domanda allora è: a quale fascia di mercato è destinato questo Chromebook? Forse a Mountain View dovrebbero chiederselo con maggiore scrupolo. O il flop del Nexus One avrà un seguito altrettanto imbarazzante.

Tutto corretto, ma a mio giudizio sottovaluti il fatto che il Chromebook potrebbe diventare uno status symbol come l’Iphone, la Smart o parecchi capi di abbigliamenti “firmati”, oggetti che valgono meno di quanto costano ma che aumentano l’autostima dei compratori.
@Fcoraz: non ne sono molto sicuro perché di “symbol” non ha proprio niente!
Dopo tutte le discussioni ancora sgrano gli occhi per capire perché un concetto semplice non è stato ancora capito appieno.
La legge generale è la seguente: Apple funziona a “buona la prima” Google invece a prova e controlla, piccoli passi. Se uno a mai fatto una campagna Adwords capisce come funzionano quelli di Google. Piccoli passi qualche fallimento e aggiusto il tiro per colpire dopo 5 anni. Evidente no?
Noi italiani il concetto di fallimento costruttivo non riusciamo proprio a digerirlo eh :D
Pensa che io chiamo Apple la divisione ricerca e sviluppo di Google. Apple fa il primo passo, Google controlla se funziona e poi dice a HTC, Samsung, LC e Motorola: al mio via scatenate l’inferno ;)
ora torndano al tema Chromebook potrà pure essere un fallimento commerciale però a) avrò drenato un sacco di informazioni utili per potenziare il mio motore di ricerca e buzz serviva a quello b) avrò imparato qualcosa per il futuro
Io non sono un Apple Fan Boy. L’ho spesso criticata anche per flop abbastanza clamorosi come Ping. Qui però il punto è un altro. A chi è indirizzato questo Chromebook?
e quello che ti dico appunto è che secondo me se lo stanno chiedendo pure quelli di Google :) e dico sul serio :) La loro mentalità è troppo orientata al test A/B per non pensare a male :) Apple già saprebbe a chi parlare, loro no. Loro provano e vedono e poi analizzano e poi ci riprovano e così via. Pensa ad Android che casino e ora ci provano con una specie di nuovo sistema operativo Chrome che fa concorrenza allo stesso Android.
grande…e´ quello che dico sempre anch´io…
Roldano eletto mio marketing guru personale
E Roldano con quattro righe mi ha fatto comprendere un decennio di scelte incomprensibili! Grande!
Roldano, feldmaresciallo della 1^ Gboys division…
Mmm… parzialmente d’accordo con Roldano. Vero che l’approccio è anche quello ma io ci leggo anche una difficoltà oggettiva di Google a cimentarsi in un mercato che non sia il web. Questo approccio funziona fino a quando é tutto gratis, se io compro un telefono o un notebook e non funzionano, io mi incaxxo…
Secondo me ChromeOS non è in prima battuta in concorrenza ad Android stesso. Il concept è lo stesso del thin client ai tempi di Sun che non funzionò perché non tutte le applicazioni aziendali giravano su server X, c’era soprattutto Microsoft…
quanti netbook sono stati venduti negli ultimi 2-3 anni? Quanto ci va male windows7 sopra? Google sta semplicemente cercando di entrare in un settore dove oggi non c’è (OS desktop) ed ovviamente lo fa a suo modo. Sarà un flop? Possibile, certo. Di suciro io non ho intenzione di comprare nulla del genere anche se mi attira…
ChromeOS per il momento non mi sembra dedicato alle aziende (cosa che invece ha fatto sun).
E comunque basta con questi paragoni Apple vs Google. Che c’azzecca adesso?
Veramente state affermando che Google “ce prova” mentre apple “ce riesce”? Dimenticate i successi uno dietro l’altro degli ultimi 10-15 anni? A parte wave si, buzz, insomma il mondo social, dov’è che google ha fallito?
Concordo con Roldano! :-)
Io se devo essere sincero ho abbastanza chiaro a chi può essere rivolto il chromebook, mia madre e mia sorella non appena avviato il portatile aprono chrome e usano solo quello, tutto il tempo.
Il fatto è che lo fanno su portatili che hanno tutta una serie di software e applicativi che a loro non servono, e mi danno un sacco di noie perchè non ad ogni stupidaggine mi chiamano e chiedono. Un chromebook permetterebbe a loro di fare le stesse cose di adesso ma “senza rogne”.
E no, non si può fare la stessa cosa con un tablet, perchè lavorare per ore a una scrivania su un tablet richiede tastiera fisica e il supporto!
Per chi sa usare il computer il chromebook è inutile, ma per chi non vuole saperne niente e usarlo e basta, secondo me ha moltissimo senso.
Concordo a pieno con marco.
Io penso di regalarlo alla mia Mamma. Non vede l’ora di poter usare Internet per dare risposte alla sua infinità curiosità, vorrebbe usare facebook e youtube… Niente di meglio che un Chromebook che fa questo e nient’altro. Penso alle tante donne o persone anziane che hanno poco feeling con la tecnologia, o alle persone che cercano nient’altro che internet… potrebbe essere la soluzione per molti di loro e credo che non siano pochi. E’ vero anche che se il target è quello, il lancio del prodotto “solo online” non porta molti frutti e l’assenza di un adeguato marketing pubblicitario non facilita la riuscita del prodotto.
Inoltre il prezzo poteva essere un pò più aggressivo, nonostante tutto a me il concetto del chromebook piace e tanto.
L’alternativa tablet mi sembra più fashion e meno funzionale per un target di acquirenti entry level. Ci sarebbe l’eepad transformer che diventa netbook con una dock station dedicata… ma secondo risulta più fruibile un portatilino vero e proprio.
Sicuramente adesso per un utente esperto il chromebook è poco utile se non inutile…. ma per un perfetto neofita potrebbe essere un ottimo compromesso. Il chromebook guarda al futuro e nel futuro secondo me ci sarà il dominio del cloud computing.
Piccolo inciso. Il Nexus One (mio primo smartphone android) per me non è stato un flop. Concordo sulla criticabile gestione del suo marketing, ma il telefono, in se per sè, è un signor telefono.
ciao
499$ ci compri un notebook con prestazioni soddisfacenti ? Ma avete presente quanti sono 499 dollari al cambio in euro ?
Certo!
Attenzione però che l’utenza ricercata è prevalentemente “for dummies” cioè per tutti coloro che per circostanza o volere, preferiscono uno strumento che non abbia le complessità di un classico computer.
Penso che articoli come questo siano stati creati per essere di parte perchè non c’è nessun’altra company come Google che sia così forte nelle statistiche e previsioni degli andamenti dei mercati; Ma scusate, avranno fatto 2 conticini se questo prodotto avrà un futuro oppure sarà un flop! …giusto perchè G. conosce i desideri di più del 50% della popolazione mondiale, eh!
Piuttosto mi preoccuperei per il monopolio che G. avrà sempre più su tutto e tutti: dettagli come “sistemi operativi open source” oppure quant altri degli splendidi ed utilissimi servizi gratuiti offerti mi sollecita la sensazione di riferirmi a G. piuttosto che ad un dio e mi stuzzica l’idea che sono così astuti da raggirare la legge sul monopolio dove codesto ce l’hanno già, non vi pare?
Inoltre; morto il guru del design e pace all’anima sua, ora serve un concept low cost e non da “eletti” come è stato fin d’ora.
Mio padre era l’unico a saper utilizzare uno dei primi elaboratori dati a schede perforate, trasmetteva files via radio quando lo stesso facevano le forse armate dove Internet esisteva ancora; ora non capisce bene come funziona, per esempio, Office 2007, e non perchè è anziano ma perchè ora i software sono l’evoluzione di sè stessi ed invece che semplificarsi, per forza di cose, si complicano.
Se avessi risorse, cercherei di produrre un sistema non a 8 bit, senza bit anzi, cambiando addirittura il linguaggio macchina 0 e 1 dove passa o no la corrente in un sistema basato sul differenziale di tensione e quindi: 0, 0.1, 0.2 ….0.9, 1 così il linguaggio macchina diventa da 2 a 10 simboli di base…e, trovato il sistema di costruire un’architettura flessibile differenziazione di tensione, da 10 simboli lo sviluppo sta non nella potenza ma nella sensibilità; é così che la natura funziona!
Koeman78