Microsoft punta sul Cloud con Office 365
Dopo aver costruito la propria fortuna sul modello del software installato sui singoli computer, in particolare grazie a Windows e Office, Microsoft punta sul Cloud e lancia un set di strumenti per la produttività personale e per l’ufficio chiamato Office 365 che mette a disposizione degli utenti le funzionalità offerte dalla suite Office direttamente sul web.
Secondo quanto riportato da Reuters, l’annuncio fatto da Steve Ballmer in persona lo scorso martedì, durante una presentazione a New York, ha fatto schizzare in alto le azioni del colosso di Redmond del 2.4%. Un dato non trascurabile se si pensa che i ricavi generati dalla suite Office, solo nell’ultimo trimestre dell’anno, si attestano intorno ai 3 miliardi di dollari.
Microsoft non vuole restare indietro e perdere un’importante occasione (come è accaduto nel passato con il ritardo dell’entrata nel mercato dei sistemi operativi per gli smartphone) in un momento in cui tutte le maggiori aziende da Apple a Google puntano sul modello di software come servizio da erogare sul cloud via web.
Con Office 365, Microsoft punta a guadagnare quote di mercato soprattutto rispetto a Google App, il set gratuito di strumenti per la produttività d’ufficio offerto dal motore di ricerca di Mountain View che nonostante i continui miglioramenti nel corso del tempo è ancora lontano anni luce dall’esperienza d’uso di software come Word, Excel o PowerPoint.
Se Microsoft sarà in grado di offrire le stesse funzionalità dei software stand-alone installati sui computer, anche alle versioni disponibili via cloud, il successo sarà garantito e Google insieme gli altri concorrenti minori che offrono servizi simili, come Zoho, saranno costretti ad investire ed innovare pesantemente in un mercato che, superando le barriere della distribuzione fisica del software è potenzialmente sconfinato.
In Italia il prezzo delle sottoscrizioni del servizio per i professionisti e le piccole imprese parte da 5,25 euro al mese per ciascun singolo utente (con una spesa complessiva a carico degli utenti di poco più di 60 euro all’anno). Decisamente vantaggioso rispetto all’acquisto per intero della più recente suite installabile stand-alone sul proprio computer che in media ha un ciclo di vita sul mercato di 2-3 anni.
Per una prova gratuita di 30 giorni di Office 365 potete trovare tutte le informazioni a questo link.

Secondo me conoscendo il provincialismo delle aziende italiane non lo userà quasi nessuno.
Qui è però anche una questione di sensibile risparmio sul costo dei volumi delle licenze. Immagina solo quanto risparmierebbero le pubbliche amministrazioni o anche aziende di varia grandezza. E poi ti assicuro che le nostre aziende non sono affatto così “provinciali”, anzi in molti casi siamo punti di riferimento in diversi settori a livello mondiale.
io parlo della mia zona le marche e di aziende piccole o piccolissime se vuoi facciamo una scommessa, figurati sono scettici nell’usare opneoffice/libreoffice oppure gli office recenti figurati sul Cloud
@Marco Va bene ma il ragionamento va fatto in generale su larga scala… :)
@Antonio cambia poco e poi come dici tu Google Docs è gratuito
@Marco è vero è gratuito ma è lontano anni luce da Excel, PowerPoint e Word.
Si certo anche se molti usano solo le funzioni base.
Nessun prezzo è vantaggioso rispetto al gratis. Ad ogni modo Microsoft ha dalla sua, il brand e la familiarità. In ambito business c’è gente abituata ad usare la suite Office da oltre 20 anni. C’è molta resistenza al cambiamento. Google Documents sin dalla sua nascita ha avuto difficoltà a farsi percepire come alternativa seria e professionale (nonostante quasi non avesse concorrenti diretti).
@Nicola non è vero che nessun prezzo è vantaggioso rispetto al gratis. Perché sono in tanti disposti a pagare un prezzo ragionevole per avere servizi di qualità pi più che non riscontri in prodotti gratuiti.
@Antonio Lupetti mi permetto di insistere. Si tratta di una questione meramente terminologica e semantica. Se parli di prezzi, nessun prezzo è vantaggioso rispetto al gratis. Sul fatto che poi ci siano aziende disposte a pagare per altre ragioni (come efficienza, sicurezza e qualità in generale) pure in presenza di alternative gratuite siamo d’accordo.
@Nicola Bruno non è semantica… E’ mercato, è business. Se fosse vero quello che dici tutti userebbero software free come ad esempio Gimp. Invece ci sono centinaia di migliaia di utenti (non solo aziende ma anche singole persone) che sono disposti a pagare per avere qualcosa di meglio come ad esempio Pixelmator o Photoshop pagando poco di più nel primo caso o decisamente molto di più nel secondo :)
E spero vivamente fallisca
@Marco perché?
Perchè ho passato una vita solo a risolvere problemi che ora non ho più :D
Office -> OpenOffice|LibreOffice
Windows -> MacOS|Ubuntu|CentOS
MS SQL Server -> MySQL|PGSql
Outlook -> Thunderbird|Zoho
Per la stampante si arrangia Samba e per lavorare non serve più un sistemista che non sa valutare le tempistiche necessarie per sistemare un problema software.
In pratica rimuovendo Micro$oft (non che Mac O$ sia tanto meno dispendioso) è stato rimosso “the fat”, il “grasso” in eccesso. Meno problemi, più professionalità.
Micro$oft arriva tardi con Office 365… Se devo andare cloud preferisco Zoho oppure Google. Fin’ora mi han fatto strappare meno di un decimo dei capelli che mi deve la M marcia.
Secondo me avrà successo, sia per le questioni di compatibilità che hanno ostacolato anche OpenOffice&C, sia perché Google Docs è obiettivamente ancora troppo spartano. Va bene per mettere su un documento raw in maniera collaborativa, poi ne devi fare il download e la riformattazione.
Quindi, il vero concorrente è MSOffice stesso, su cui ha non pochi vantaggi
Il problema è a mio avviso la reattività di un’app in cloud considerata la pessima qualità media delle connessioni internet italiane.se funzionetà bene nonostante tutto allora a € 60 l’anno per user non c’è storia. Le aziende poco più che micro i conti se li fanno e prima o poi dovranno aggiornare Office. Giustamente il competitor è office stesso non Google Docs, altrimenti sarebbero già passate ad esso.
Giusto, e un altro fattore critico è la riservatezza dei documenti. Questo potrebbe dissuadere soprattutto le grandi aziende, e la necessità di doppia modalità di licensing in casi diversi potrebbe far propendere per lo spendere qualche dollaro in più per la licenza locale e tanti saluti.
Il target sono le piccole/medie imprese e singoli utenti, ovvero la long tail.
L’esistenza di questo servizio è un’ottima notizia per i Chromebook.