Social Media
I creatori di Diaspora: Daniel Grippi, Ilya Zhitomirskiy, Maxwell Salzberg, and Raphael Sofaer.

Diaspora: un successo per gli sviluppatori ma non per gli utenti

È un periodo di stravolgimenti e novità per quanto riguarda il mondo dei social network. Il lancio di Google+ e l’annuncio di una partnership tra Facebook e Skype, volta ad integrare un nuovo servizio di videochiamate direttamente su Facebook, hanno catalizzato in questi giorni l’attenzione della rete sui principali players del settore.

Con essi è tornato anche alla ribalta Diaspora, il progetto di social network annunciato con entusiasmo ad aprile dello scorso anno come risposta alle numerose polemiche riguardanti la gestione della privacy su Facebook che avevano scatenato una piccola rivolta da parte di molti utenti del social network di Zuckerberg.

L’obiettivo di Diaspora era quello di fornire agli utenti un miglior controllo sulle informazioni riguardo la propria privacy, opponendo al modello centralizzato dei social network come Facebook un’alternativa decentralizzata.

A più di un anno di distanza però il progetto Diaspora non sembra aver riscosso quel successo di pubblico sperato dai suoi creatori. Il progetto è ancora nella fase alpha dello sviluppo e cioè è ben lontano dal diventare nel breve periodo un prodotto stabile. Il numero ristretto di utenti che ad oggi popolano il network non consente una profonda interazione e, a lungo andare, l’utilizzo scade nella noia. L’interfaccia, infine, è ancora troppo grezza e il tentativo di minimalismo che è alla base del suo stile finisce per assomigliare di più ad una mancanza di buone idee che ad altro.

Tuttavia, benché Diaspora non sia ancora così tanto amato dagli utenti, è invece un vero e proprio successo per gli sviluppatori che collaborano alla sua crescita. Secondo quanto riportato sul blog ufficiale del social network, infatti, Diaspora può vantare una community di oltre 100 sviluppatori che collaborano per migliorare il codice sorgente e centinaia di altre persone sparse per il mondo che hanno contribuito a tradurre l’interfaccia del sito in 51 lingue differenti.
Grazie a questa community, Diaspora è diventato uno dei progetti più popolari su GitHub dove figura tra le prime sei posizioni insieme ad altri progetti come jQuery, Ruby On Rails e Node.

Ma nonostante questo, la strada verso il successo sembra ancora lontana e molto, molto in salita.

COMMENTS

  • Michele

    Hanno creato tanto rumore per nulla… dopo un anno di sviluppo e sono ancora in fase alpha. Solo pubblicità senza senso. E questo pure la dice lunga su quanto certi siti come TechCrunch o Mashable facciano sensazionalismo solo per generare traffico su progetti decisamente sopravvalutati.

  • Lello Supertramp

    Sono d’accordissimo con Michele… ecco perché poi valutano certe applicazioni penose come Color la bellezza di 41 milioni di dollari!

    • Antonio Lupetti

      Quello di Color è veramente uno scandalo…

  • Riccardo Perrotti

    Se non sbaglio pure Zuckerberg aveva contribuito al progetto devolvendo se non sbaglio addirittura 100 mila dollari. E sono ancora alla fase alpha?

  • Massimo Vitali

    Credo sia poco originale, diciamo un tentativo per lanciarsi soltanto sfruttando una polemica con Facebook. In ogni caso, condivido il primo commento. Appena avrò tempo mi informerò meglio. Grazie della segnalazione Antonio!

    • Antonio Lupetti

      Io l’ho testato per qualche mese ma alla fine non c’erano praticamente utenti con cui interagire, o meglio, gli utenti con cui in genere interagisco e che seguo o mi seguono ormai da tempo su Facebook o Twitter ad esempio. Ho eliminato l’account circa un mese fa e alla luce di quello che ho detto nell’articolo e rispetto al commento di Michele l’ho trovato proprio sopravvalutato da certi siti d’informazione. Ma è una cosa tipica che si riscontra anche per altri prodotti/servizi. Si monta il caso più per generare traffico che per il valore effettivo di tali prodotti/servizi.

  • Mirko Sai

    Mi sono sempre chiesto quanto potesse scalfire l’egemonia di Facebook. Niente. Appunto.

  • The Green Lantern

    Secondo me l’idea iniziale era carina e poteva funzionare. Forse però non sono stati in grado di attuarla fino in fondo… lo dimostra il fatto che a distanza di più di un anno sono ancora in fase alpha. Ho i miei dubbi che il progetto possa durare a lungo.

  • Danilo M.

    Io ancora non ho ricevuto nemmeno l’invito…

  • R. R. J.

    Diaspora così com’è non potrà mai competere né con Facebook né con Google+ né con nessun altro.

    • Simone

      A me non fa proprio schifo però come dice Antonio ci sono troppe poche persone con cui interagire al momento. E poi Facebook , FriendFeed e Google+ al momento mi bastano e avanzano.

  • R. R. J.

    Non ho detto che mi fa schifo, dico solo che però è inutile.

  • Giulio

    Secondo me tra massimo un anno chiuderanno baracca. Hanno raccolto qualcosa come 200.000 dollari in fondi ma senza ricavi non credo andranno lontano. Tra l’altro tenere un progetto così a lungo in fase “cantiere” non è per niente una strategia utile.

  • Marco Sora

    Diamogli ancora un po’ di tempo l’idea alla base del progetto è buona e credo possa funzionare magari non su larga scala ma come social network di nicchia.

  • gigi

    secondo me ha poche potenzialità rispetto a facebook ma è molto simile a google+… solo che quest’ultimo, prima del +, ha “google”, non so se mi spiego… ma alla fine non sono molto dissimili

    • Antonio Lupetti

      Io Diaspora l’ho provato e ti assicuro che siamo lontani anni luce da Google+.

  • Simone

    Non sarà un successo ma Google+ ha la stessa identica interfaccia di Diaspora.

    • Antonio Lupetti

      Proprio identica non direi, magari nello stile può ricordarla ma come funzionalità è molto poco evoluta rispetto a quella di Google+

  • Kratos

    Diaspora è un mega flop

  • mah

    Flop o non flop, dimenticate che è un progetto open che a differenza del solito denaro che spinge fb o g+ non ha “scadenza”… basta vedere (anche se non è proprio calzante) il linux di qualche anno fa (non ricordate che è nato nel 91 e dopo un anno di sviluppo non era certo “usabile”) in confronto a mac e windows…. ;).
    E poi dimenticate che con diaspora non solo il software ma soprattutto i dati sono in proprio possesso (server proprio…) che poi ciò si ripercuote sulla sicurezza e bla bla bla è un altro discorso…