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Steve Jobs, Chairman di Apple, lascia la guida di Apple al nuovo CEO, Tim Cook.

Perché Steve Jobs ha scelto il momento migliore per lasciare Apple

Steve Jobs non è più CEO di Apple. Ha passato ieri la guida di Apple a Time Cook, Chief Operating Officier, con una breve lettera inviata al board di Apple dopo la chiusura dei mercati per evitare un tonfo del titolo in borsa. La flessione c’è comunque stata. Una perdita del -5% che è comunque accettabile in questo momento delicato di transizione per la società di Cupertino.

Le dimissioni di Jobs da CEO arrivano in un momento di relativa calma per Apple, dopo il lancio avvenuto nei mesi scorsi dei nuovi MacBook Pro, del nuovo MacBook Air e del sistema operativo Lion. La scelta di consegnarle a fine agosto è strategica ed ha a che fare con la presentazione dei nuovi iPhone e iPad previsti per settembre o ottobre. Jobs vuole lasciare tempo al mercato e agli analisti del settore di assimilare la notizia in vista dell’imminente lancio dell’iPhone 5 e dell’iPad 3 e iniziare a spostare i riflettori su Cook.

Rimandare le dimissioni a dopo ottobre, durante le vendite dell’iPhone 5 e iPad 3, sarebbe stato rischioso. Il valore di Apple ne avrebbe risentito in modo più significativo di quanto stia accadendo in queste ore e l’effetto sarebbe stato ben peggiore.

Apple, oltre ai prodotti, ha bisogno di una leadership che Jobs, forse, per i problemi che conosciamo, non può più garantire. Apple senza Steve Jobs non è Apple. Ma forse è più corretto dire che Apple senza Steve Jobs non sarebbe stata la Apple che oggi conosciamo.

Cook lavora in Apple dal 1997, da subito dopo il ritorno di Steve a capo della società di Cupertino e ricopriva il ruolo di COO dal 2007. È la persona che ha contribuito significamente al riassesto economico di Apple e ai successi di questi ultimi quindici anni ed è dunque la persona più adeguata per ricoprire il ruolo di CEO. Sostituirsi a Jobs non sarà facile. E non sarà facile competere con l’icona di un uomo che più di Bill Gates e dei fondatori di Google è la più apprezzata e la più ammirata nel panorama tecnologico mondiale.

Prima o poi sarebbe comunque accaduto. Il momento è arrivato. Grazie Steve. Benvenuto Tim.

COMMENTS

  • Massimo B.

    Bel post, condivido totalmente il punto di vista. Certo però che Jobs sarà indimenticabile e per questo mi dispiace molto.

  • Annalisa

    Quello che dici Antonio è vero ma non può assolutamente competere con quello che è stata la genialità di Steve Jobs e anche come leadership. Mi ricorda un po’ il passaggio di Microsoft da Bill Gates a Ballmer… speriamo Cook sappia fare meglio.

  • Raffaele Micoli

    Anch’io sono convinto che il vero problema di Apple da oggi in poi sarà quello della leadership e non sarà tanto a livello manageriale. Cook deve guadagnarsi la reputazione come dici tu di icona… ma con una figura come Steve Jobs alle spalle non sarà per niente facile. E’ pur vero che Apple non è solo Steve Jobs, quindi se continuerà a far prodotti eccellenti e di successo, commercialmente parlando, di sicuro Cook sarà un ottimo CEO.

  • AppleSucks

    Ormai tanto l’andazzo è che apple continuerà a tirar fuori sul mercato prodotti che costano il triplo di quanto dovrebbero costare.

    • Antonio Lupetti

      A parte non credo sia realmente così… ma poi, anche se fosse, se il mercato li accetta e ci sono persone che li comprano, perché mai Apple non dovrebbe continuare in questa strada?

    • Robert

      Escludendo la diffidenza iniziale nell’oggettività che potrebbe avere una qualsiasi discussione con qualcuno che si firma “AppleSucks” intendo comunque esprimere un pensiero riportando parzialmente quello di Antonio.

      Perché Apple dovrebbe cambiare, svalutarsi? (se mai fossero cifre realmente inaccessibili proporzionalmente alla qualità dei prodotti)

      Io mi trovo bene coi loro prodotti e trovo che un prezzo un po’ oltre la media (contando comunque anche la qualità del software fornito) li renda quel minimo “esclusivi” come del resto meritano.

    • gigi

      è la legge del marketing eheheh… se l’iPhone non costasse 600 euro, non lo comprerebbero così in tanti. ha ragione Robert… Apple in questi anni ha affermato il suo brand a queste cifre, vendere a poco più del prezzo di costo sarebbe deleterio. Magari tra hardware e software l’iPhone non varrà più di 2-300 euro, chi può dirlo, ma nella mente dei consumatori costa 599, può costare di meno in offerta, ma diminuire drasticamente il prezzo farebbe porre delle strane domande “il prodotto è vecchio? passato di moda? è peggiorato di qualità?”. Anche io non trovo utile spendere tanti soldi per una tavoletta o uno smartphone o un lettore mp3, ma il mercato va così eheheh

  • Gemma

    “E non sarà facile competere con l’icona di un uomo che più di Bill Gates e dei fondatori di Google è la più apprezzata e la più ammirata nel panorama tecnologico mondiale.”
    Questo è soggettivo.

  • Balso

    Applesucks è palesemente un provocatore, non mi curerei di questo. Jobs ha scelto di farsi da parte probabilmente anche perché l’immagine del vecchio malato alla lunga avrebbe danneggiato l’immagine dell’intera azienda. La visione di Jobs, finché ce la farà, resterà la guida di Apple. Cook dopo 14 anni da vice avrà pur fatto sue le idee e i valori di jobs. Detto questo i prodotti Apple sono e restano una combinazione di hardware e software che difficilmente altri produttori riescono a raggiungere, questo implica dei costi di progettazione e produzione tali per cui i prezzi sono più alti della media. Per non considerarne il valore intrinseco in quanto oggetti di design.
    La sfida per il futuro è quella di interpretare il cambiamento in atto e di scegliere di tenere testa a google nell’offerta di servizi o se inventarsi una nuova strada e cercare la cooperazione su fronti di ricerca e sviluppo comuni.

  • Dinesh Verma

    Bye bye Stevey.

  • Antonio

    Stò per piangere T.T