Social Media
Biz Stone, co-fondatore e Creative Director di Twitter.

Social network e numero di utenti: quei conti che non tornano

La regola è semplice ed è una sola: raggiungere il maggior numero possibile di utenti per aumentare l’attrattività sul mercato, verso gli investitori e per incrementare così il proprio valore economico. E’ questo il principio basilare che ogni social network deve seguire per poter sopravvivere.

I 750 milioni di utenti di Facebook equivalgono a 65 miliardi di dollari di corrispettivo valore. Se fossero la metà, quel valore sarebbe più che dimezzato. Ma quanto, dietro ai numeri dichiarati dai vari player del settore, corrisponde alla realtà dei fatti?

Nei primi mesi di quest’anno Twitter dichiarò di aver superato i 175 milioni di utenti registrati. Il fatto però che non si facesse alcuna menzione a quanti fossero gli utenti attivi suggerì a qualcuno di scavare in profondità dietro a quei numeri. Business Insider pubblicò i risultati della ricerca a marzo. Quello che venne fuori fu sorprendente e imbarazzante.

Degli oltre 175 milioni di account dichiarati da Twitter, 56 milioni non seguivano nessun account e oltre 90 milioni avevano zero followers. Alla fine dei conti, gli utenti attivi risultavano essere intorno a 1,5 milioni contro i 175 milioni di account registrati.

Il dubbio che questa differenza sostanziale ricorra diffusamente tra i vari social network è più che lecito.

Prendete Foursquare. Al di là della sua attuale popolarità mediatica e dei dieci milioni di utenti registrati, fatte le dovute proporzioni con Twitter, gli utenti attivi della piattaforma di geo-localizzazione si ridurrebbero a non più di qualche centinaia di migliaia. Stessi numeri per Google+ che ha da poco superato i 10 milioni di utenti.

Concedetemi un puro esercizio di stile. Supponendo la validità del principio di Pareto ai social network, allora si può azzardare in modo ottimistico l’ipotesi generale che il 20% degli utenti genera l’80% del loro traffico complessivo.

In altri termini, se questo è vero, dei 750 milioni di utenti dichiarati da Facebook, sono circa 37,5 milioni quelli che generano contenuti con una certa regolarità. Questo non significa che 37 milioni di utenti siano pochi. Ma banalmente 37 milioni di utenti non sono come 750 milioni.

Questo dovrebbe servire e far riflettere. Prima che qualcuno si accorga che forse ci siamo sbagliati. Che abbiamo sovrastimato il valore di questi giganti della rete. Che 65 miliardi di dollari sono una follia. Che l’economia dei bit basata sugli utenti è solo un castello di carte. Prima che tutto crolli e soprattutto prima che una nuova bolla, che oggi nessuno vuol vedere, ci riporti indietro di dieci anni.

COMMENTS

  • Mario

    Eccellente articolo e molto interessante che fa davvero riflettere. Anche secondo me, dietro agli enormi proclami, il dubbio che si nasconda molto meno di quanto vogliano farci credere è del tutto reale.

  • Alin Constantin Ivana

    Mah.. dipende pure da sociale network, devi pensare pure che Twitter offre molto di meno che Facebook, quindi la percentuale di attività è sicuramente superiore a Twitter, e questo si vede.

  • Gianni

    Quoto tutto quello che hai detto. In particolare 65 miliardi di dollari il valore di Facebook è una follia.

  • Kratos

    Ho appena visto l’articolo su BI… la cosa non mi stupisce perché su twitter ci sono molte persone che creano profili falsi per aumentare in modo fittizio il numero di followers di determinati utenti o se stessi. 90 milioni di utenti con 0 followers significa esattamente questo perché altrimenti se uno si registra, un minimo lo prova e almeno qualcuno aggiunge alle persone che segue.

  • Giovanni Scrofani

    E caro Antonio devi fare la tara anche a quelli “attivi”… nonPOST approaching ;)

    • Antonio Lupetti

      sì è chiaro…

  • Roldano De Persio

    Benvenuti nella realtà :) E perché Google ora sta dietro a tutta una serie di cose materiali, vedi ultima Motorola, ma anche sistemi per automobili, ingegneria genetica, fibra ottica, etc.? Quanti sono gli utenti attivi di Amazon che comprano Kindle? Perché la Germania e la Cina sono in attivo? Semplice fanno cose che si toccano, manufatti, cose concrete.

    • Giovanni Scrofani

      4 President °_°

  • Roldano De Persio

    Facebook e Twtter alla fine sono solo un mare di chiacchiere :D

  • Roldano De Persio

    Andy Grove la pensa come me ;) http://www.technologyreview.it/index.php?p=article&a=2104

  • Paolo Mo.

    Foursquare è forse l’esempio più azzeccato al momento visto che è tanto decantato da tutti. Conosco tante persone iscritte e poi alla fine lo utilizzano una volta ogni tanto per fare si e no un paio di check-in a settimana e credo che l’andazzo generale sia quello.

  • Mirko Bonadei

    Concordo Antonio. Spesso vengono considerati i dati “al lordo”, ma “il netto” è probabilmente un altro.
    Altra cosa che vorrei segnalare, è l’Hype con il quale Google pubblica aggiornamenti sul numero di utenti attivi in G+. Ma la mia Timeline è vuota, su 40 persone (molto attive sui Social) solo tu lo utilizzi con continuità, e questo a mio avvio è un ennesimo campanello d’allarme che conferma la tua tesi.

  • Michele Rao

    Danno troppa enfasi a questi numeri e la cosa che mi stupisce e che gli investitori investano cifre così enormi per dati che al netto andrebbero seriamente riconsiderati e ritoccati al ribasso.

  • Umberto M.

    E’ chiaro che c’è una speculazione enorme intorno a queste cose e un giro di soldi da capogiro che in molti casi è ingiustificato e del tutto sconsiderato. Come dici bene tu il rischio di ricadere in una seconda bolla come quella del duemila è concreto e vista anche la situazione globale dell’economia internet non può di certo non ritenersi a rischio e se succederà di nuovo questa volta saranno dolori molto più seri.

  • Lorenzo Marozzi

    Pure io penso che dietro a tutto questo clamore la realtà sia parecchio diversa. E’ pur vero che anche solo un paio di milioni di utenti sono un botto che se pensi in televisione valgono diversi milioni in pubblicità. Quindi non mi stupisce che i numeri siano un po’ gonfiati visto anche la larga diffusione di internet.

  • Fabio

    Bel post e molto interessante. Ho sempre dubitato dei numeri sparati pubblicamente da siti come Facebook, Twitter e gli altri e penso che al di là della loro diffusione l’utilizzo dei social network sia molto più contenuto di quanto si dice.

  • Michelangelo Bucci

    Non vorrei fare il pignolo, ma l’articolo citato sostiene che gli utenti attivi (ovvero quelli che seguono più di 10 persone, secondo una stima di un insider di facebook) sono tra 40 e 50 milioni. Un milione e mezzo sono gli utenti che seguono più di 512 persone, che, se vogliamo, sono tutto sommato un target meno ghiotto per chi vuole sfruttare twitter come risorsa commerciale. Questi numeri sono ovviamente meno impressionanti da quelli dichiarati (ma la cosa non ci stupisce), ma nemmeno così distanti dalla realtà come Antonio suggerisce. Insomma, il 25% di quanto dichiarato è una cosa, l1% un’altra. Ciò non toglie, ovviamente che per lo più sono perfettamente d’accordo con le conclusioni dell’articolo…

  • Giuseppe

    Mi piace l’articolo, e affronta un tema interessantissimo.
    Sui numeri ho qualche dubbio – come sei arrivato a 37,5M di utenti? Se si tratta del 20%, dovrebbero essere 150M circa. Per G+, sono intorno i 25M ora.
    Comunque il punto non cambia molto e sono d’accordo su quello che dici… almeno sull’alzare una bandiera di allerta.
    giu

  • Marco

    La sostanza della cosa è che (dopo 12 anni) di progetti e novità se ne vedono passare a bizzeffe ogni mese o ogni anno. Tutte le novità fanno gola, per poi pian piano dissolversi nel fatto che uno non può dipendere totalmente da questi mezzi. Notate per esempio l’email, stanno cercando di combatterla i social network cercando di sostituirla, non è semplice. L’obiettivo è quello di dipendere da questi mezzi ed hanno un tempo limitato per farlo, quindi le bolle vanno costruite con quell’intento e non è che si ocstruiscono da sole. Facebook vale tanto sol perché il finanziatore, la banca d’affari che c’è dietro vuole che il suo valore salga in modo che il suo investimento di 1€ si tramuti in 100€ poi fa nulla che il poveraccio a cui hanno venduto le azioni dopo qualche mese si ritrovi la carta. Complici sono anche i mezzi di comunicazione, vedi in Francia che hanno bandito Facebook o Twitter dai telegiornali, per concorrenza sleale. E’ tutto collegato, dietro c’è sempre chi ha interesse a costruirle le bolle, e ripeto, il tempo è poco perché tutte prima o poi si sgonfiano.

  • Lello Supertramp

    Condivido il pensiero di Marco: è in atto un speculazione enorme in questo campo e se continuano a far levitare su carta il valore di questi mostri del web non so proprio come andrà a finire.

  • Michelangelo Bucci

    Ed ecco un dato che trovo particolarmente significativo: pare che l’utente medio di Google+ passi sul sito tra 5 e 6 minuti A SETTIMANA! http://mashable.com/2011/08/31/google-growth-peak/

  • lucio

    . Facebook in realta’ che cosa genera, se non un’incredibile voglia di farsi i fatti degli altri?
    Sviluppa curiosita’, voyerismo, egocentrismo ecc, ma nella sostanza nulla di materiale.
    Se io oggi producessi un qualsiasi articolo, da far esplodere in senso commerciale in facebook, e questo mi permettesse di vendere per milioni di euro e come me tanti altri, ecco che sarebbe piu’ semplice calcolare se quei 65 miliardi di valore sono reali o forzati.
    Cioe’ se consideriamo 750 milioni gli utenti dichiarati, ma solo 30 milioni quelli attivi, cioe’ coloro che tengono vivo il sistema, non vuol dire che se stimolati oltre che per i motivi sopracitati, gli altri 720 non possano uscire dal letargo.
    Io ero un utente di FB, iscritto per curiosita’ e cancellato per mancanza oggettiva di interesse.
    Quanti come me? Nonostante mi sia cancellato e’ sicuro che non faccia ancora parte dei 750?

    SALUTI

    Lucio

  • lucio

    Ps. Volevo anche aggiungere, se me lo consente, che come al solito, c’e’ la tendenza ad esagerare
    quando si cerca di fare notizia.
    Ora, che 175 milioni di Twitter non siano veri ci sta, come i 750 milioni di facebook pure.
    Ma un minimo di decenza nel fornire numeri calcolati su basi ipotetiche credo sia il minimo.
    Da 175 milioni a 1,5 milioni il passo e’ imbarazzante, per non parlare dei 750 milioni da far scendere a 30.
    Che dite?
    Vogliamo farla trionfare un minimo di coerenza?

    Lucio