Quest’Italia che tutti detestano
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- by Antonio Lupetti
- October 10, 2011
Voglio andare contro corrente. Rendermi impopolare.
Sto qui a parlare bene dell’Italia.
Non va tutto bene, d’accordo. Ma non va neanche tutto così irreparabilmente male. Non sono uno a cui piace nascondere la polvere sotto il tappeto. Ma non scambio nemmeno una vibrazione per un terremoto.
Non me la sento, io, di prendermela col sistema paese se da noi non nasce uno come Steve Jobs. Se non altro perché, in tutto il mondo, ne è nato soltanto uno negli ultimi cinquant’anni. O allora anche gli altri Paesi sono messi male o, più realisticamente, geni di questa levatura sono assai rari e non è un caso che essi trovino il loro naturale terreno fertile in quel fazzoletto di terra, che è il cuore dell’industria informatica di consumo globale, che porta il nome di Silicon Valley.
I soliti predicatori continuano a ripetere che non c’è innovazione in questo Paese. Mi viene spontaneo chiedere da che parte stiano guardando. L’Italia è fatta di tante eccellenze, non da ultimo nel campo della tecnologia. Siamo l’avanguardia mondiale nello sviluppo e produzione di tecnologie spaziali, tanto per dirne una. Ma questo forse non è abbastanza cool come tre ragazzotti che conquistano il mondo con un’applicazione da 140 caratteri.
Per una volta, troviamo l’onestà di non alimentare ulteriormente la nostra mediocrità dando la colpa a quello che c’è lì fuori per i nostri insuccessi personali. Chi ha un’idea e la determinazione necessaria per realizzarla se ne frega di quello che ha intorno. Le condizioni se le crea. Contro tutto e contro tutti.
Io, in tutta onestà, non ne sarei capace. Né qui, né in nessun’altra parte del mondo. Se dovessi farne una questione di vita o di morte, me la prenderei solo con me stesso per non esserci riuscito.
E’ facile sparare contro ogni cosa che si muove. Soprattutto quando si è troppo bravi da rimanere sempre e solo a guardare.
Niente di più vero e sacrosanto. Finalmente qualcuno che ha il coraggio di dirlo. Bravo Antonio!
Carissimo Antonio, trovo questo uno dei pezzi più belli e interessanti che ho mai letto sul tuo blog. Condivido a pieno il tuo pensiero e soprattutto non si può essere sempre e univocamente disfattisti come fanno tanti altri guru nel tuo campo. Un attestato di stima da parte mia. Ciao.
mi associo anche io. Personalmente sono ritornato nel Sud Italia perchè mi ero rotto di tutti quelli che ne parlavano male a prescindere e di lavorare e far arricchire altre nazioni u.u
Paolo Borsellino diceva a proposito di Palermo che il vero amore consiste nell’amare ciò che non piace per poterlo cambiare. Penso che si possa applicare anche all’Italia, lo penso da sempre.
Per il resto, non conosco una persona in gamba che sia disoccupata, anche se la crisi c’è per tutti.
Qualche settimana fa ho scritto un pezzo per Tr3nta Magazine, si chiama “start up o insert coin”, parla di una generazione che preferisce puntare sul guadagno facile (e misero il più delle volte) piuttosto che investire su se stessa. Io la penso così. E sono dannatamente impopolare.
Come ho scritto qualche tempo fa su un altro post che parlava di startup mi chiedo quante siano le idee di app davvero geniali che meritano questo nome uscite fuori dalle menti di molti di questi scienziati che si lamentano sempre……. hai ragione, abbiamo tantissime eccellenze in tanti campi ma siamo anche pieni di gente miope che non guarda oltre il proprio naso.
Il più lucido articolo che ho letto negli ultimi dieci anni. +1.
Mah… Io la determinazione l’ho trovata: me ne sono andato :)
E ora guadagno il doppio, ho un lavoro a tempo indeterminato e sono in un paese più civile, dove per il mio permesso di soggiorno ho dovuto attendere sì e no 7 minuti :)
Ah… Saluti da Deutschland :D
Io son stato in Australia 6 mesi e lasciamo perdere il confronto… Lupetti rispetto il tuo articolo e la visione ottimistica, ma con le tecnologie spaziali la gente che non arriva a fine mese ci si pulisce il deretano… Son d’accordo invece nel dire che se ognuno di noi avesse fatto qualcosa in piu’, non saremmo a questo punto. Alla fine chi sta in alto a comandare, e’ semplicemente lo specchio di questa societa’…
Se permetti è anche quel genere di innovazione che crea ricchezza e crea posti di lavoro in un paese, contribuendo a creare uno stato di “relativo” benessere che tutto sommato, ci lamentiamo, ma non è così da fame da terzo mondo come spesso qualcuno dice. Svegliati.
Pero’ Antonio se Steve Jobs fosse nato in Italia …. Avrebbe avuto le stesse possibilità che ha avuto in America ?
non lo so. Ma spiego anche bene perché forse no.
Antonio …. Io ti capisco perfettamente e mi piace la tua sensibilità …. Ma non possiamo più essere un popolo di naviganti e di poeti, non basta più. Ci vuole onesta’, morale e senso dello stato…
Sono totalmente d’accordo con te! Non è il luogo e non è tutto così nero! Anzi nel mio piccolo conosco 3 cose buonissime avvenute qui in Italia: Followgram.me di Fabio Lalli, Lorenzo Sfienti e Elisa Puracchio, Qurami di Roberto Macina e tutto il suo team e gli sviluppatori di Funambol che sono tutti a Pavia. E ci sono le tante start up che non fanno rumore ma tengono in piedi l’innovazione e le piccole e medie imprese che reggono il paese, nel silenzio. Ci sono anche i giovani che innovano molto e fanno impresa. Un esempio: Il gruppo Tosa, specializzato in (come scritto nel sito web del Gruppo) “Macchine avvolgitrici a piattaforma rotante, a braccio rotante, ad anello rotante, dispositivi mettifoglio superiore per avvolgimento antipolvere ed ermetico a tenuta d’acqua. Macchine reggiatrici per reggiature verticali ed orizzontali con testata di reggiatura superiore, laterale e inferiore. Macchine fardellatrici con film termoretraibile e sistemi completi di movimentazione di pallet. Nel campo dell’imbottigliamento Tosa progetta e realizza forni tunnel di retrazione, testate elettriche e capsulatrici.” Il titolare dell’Impresa, Serena, è una donna di 32 anni e il suo socio è il fratello di 29 anni! Grazie Antonio perchè quello che dici lo si possa ripetere sempre più spesso.
Sono stato in America per 4 anni per lavoro. Sono partito maledendo l’Italia e sono tornato contento di essere tornato. A tutti quelli che dicono che fuori si sta meglio. Andate e poi mi saprete dire.
non tutti la detestano questa nostra Italia. C’e’ anche chi, come me, la ama alla follia pur vedendone i difetti ma riconoscendone anche delle grandi potenzialita’. Ce la possiamo ancora fare. :-)))
Io detesto sempre chi ne parla male! Ma come si fa ad essere sempre così totalmente disfattisti? Io non sono ricca ma conduco un esistenza dignitosa e mi piace vivere con quello che vivo perché posso permettermi di vivere felice!!!
Sebbene trovi condivisibil molti punti del tuo articolo, non credo che sia sufficiente volere crearsi le condizioni, contro tutto e contro tutti. Non mi piace fare la vittima, ma l’elenco delle assurdità a cui deve stare dietro una piccola impresa onesta è veramente infinito. Molto spesso determinazione e volontà non bastano.
@Francesco posso anche essere d’accordo… ma come mai qualcuno ci riesce? E’ più bravo di noi evidentemente.
Non è qualcuno, sono tanti. Tanti che lo fanno nonostante gli innumerevoli Bocconi amari da mangiare giù. Ma questo vuol dire dare merito a loro, non dire che semplicemente l’Italia non è poi cosi male. Io penso che ci siano cose in Italia che ci sogneremmo altrove, e non parlo certo del cibo, ma l’Italia non è un paese per fare impresa. Onore a chi ci riesce, ma non biasimo chi molla perché vessato da un sistema malato.
Non credo tu sia impopolare. L’Italia non e’ messa male perchè quì non è mai nata una Apple. Chi lo afferma, come ho letto in un tweet di Fabio Lalli , è lo stesso che poi dice che 400 euro per una mobile app sono troppi. Io non penso che l’italia sia messa male perchè non abbiamo la nostra “Silicon Valley”; anzi credo che tentare di ricreare esattamente quel modello da noi possa rivelarsi uno sforzo immane quanto infruttuoso. L’Italia ha settori di eccellenza come l’ingegneria spaziale o la realizzazione di metropolitane senza conducente (Alenia, copenhagen ): si proprio quelle che mancano da noi ! L’Italia è messa male perchè ogni anno viene lasciata da circa 50000 persone under 40 , con un livello di scolarizzazione medio alta, ed un percentuale molto bassa di questi fà ritorno . SOno tutti e 40000/per anno dei mediocri ? Non credo. Nessuno di quegli n-mila andati via è diventato Steve Jobs, ma credo e spero sia riuscito a trovare un luogo dove le maggiori aziende che producono fatturato non si chiamano “mafia”, “camorra”, “ndrangheta”. Parole poco digitali forse, ma reali, purtroppo. Possiamo pure far finta di non vederle, ma stanno lì ed investono anche nelle aziende “digitali ” italiane, almeno a quanto affermano i dati ed i rapporti delle varie commissioni antimafia. Ecco perchè l’Italia è messa male.
Uno che ha il buon senso di affermare questo, contro tutta una serie di “predicatori” (e ce ne sono fin troppi di questi pseudo guru che vedi sempre in varie manifestazioni del settore e che si vantano di essere questi grandi conoscitori dell’italia e del mondo tecnologico) ha tutta la mia ammirazione. Quoto tutto ciò che hai scritto, bel post.
Cito: “Per una volta, troviamo l’onestà di non alimentare ulteriormente la nostra mediocrità dando la colpa a quello che c’è lì fuori per i nostri insuccessi personali. Chi ha un’idea e la determinazione necessaria per realizzarla se ne frega di quello che ha intorno. Le condizioni se le crea. Contro tutto e contro tutti.”
Hai rinchiuso in questa frase tutto il dicibile. Sei un grande.
Hai ragione! L’eccellenza in Italia c’è e se vogliamo si vede, faccio alcuni esempi vicini a quello che vedo io…
> Il lanciatore Vega: è un razzo modernissimo quasi completamente costruito in Italia. Magari ne parlasse qualcuno….
> Hanno scoperto come mai Urano è inclinato di 98 gradi rispetto all’ecclittica: è stato un italiano (che purtroppo lavora all’estero) e pochi lo hanno nominato…
E poi si potrebbe continuare a parlare di industria, tecnologia, matematica….
Non sono solo queste che avete citato le eccellenze…. ce ne sono tantissime. Io ogni volta che sento questi cog****ni dire che non c’è innovazione mi incazzo come una bestia…
D’accordo su quasi ogni virgola.
Condivido a pieno moltissimi punti del tuo post mio caro. Bell’esempio di realismo e onestà intellettuale.
Condivido anche quanto detto da Geppo77…… anch’io sono stato per due anni fuori dall’Italia e non è per niente tutto rosa e fiori come in tanti che magari non si sono mai mossi dal loro paesello di provincia si sgolano di ripetere. L’Italia non è il fanalino di coda di nessuno e mi vergogno di chi lo dice come se tutto il male del mondo fosse concentrato in questo paese. Vergognatevi, ipocriti.
Dico solo che hai ragione, piacere di conoscerti, post molto bello.
Detestare l’Italia è pura mediocrità. Essere innovativi non è assolutamente legato ad alcun confine geografico e politico. Colui che è capace di creare qualcosa di innovativo in generale è colui che non si cura dei vincoli imposti dalla cultura (in generale) ed è disposto a rischiare per vedere realizzata la sua idea.
Complimenti per l’articolo Antonio.
Parole sante… e un doppio bravo al nostro Antonio.
se tutti avessero un po di obiettività in più come hai dimostrato di avere in questo articolo antonio, sicuramente non staremmo a questi livelli di negativismo cosmico. Il termine più azzeccato che hai usato e che mi è piaciuto di più è stato “predicatori”. Non potevi rendere l’idea in modo migliore!
Mi dispiace Antonio ma stavolta hai toppato alla grande, è vero che ci sono molte eccellenze, ma è sempre una goccia in un mare di merda.Come leggevo in qualche altro commento avere piccole eccellenze non serve praticamente a nessuno se attorno non hai un contesto che ti supporta.Il contesto non funziona per i piccoli, per i comuni mortali e se non funziona per loro che rappresenta la massa grassa tutto il resto perde di efficacia.Io mi guardo intorno e nonostante il mazzo e l’impegno che ci metto tutti i giorni nel mio piccolo mi rendo conto che non è possibile praticamente fare nulla.Il nostro è e rimmarrà un problema culturale che ci porteremo sulle spalle per sempre .
scusami la brutalità Lorenzo, ma come mai invece c’è qualcuno che ci riesce a realizzare qualcosa? Significa che è più bravo di noi senza dubbio.
@Lorenzo he già, peccato che se non ci fossero queste eccellenze amico mio staremmo come l’Africa….
Quanti sono questi più bravi di noi? non è un problema di non avere abbastanza eccellenze o geni del calibro di jobs, il problema risiede nel contesto che circonda tutti, idioti e analfabeti compresi.Senza un contesto solido, in grado di offrire a tutti la possibilità di crescere secondo le proprie capacità, non ha senso parlare di singoli.Io studio per laurearmi, lavoro già in uno studio sottopagato e con orari massacranti e mi faccio autoformazione come assistente ad un professore seguendo 30 studenti e guarda caso prendo sempre meno di uno come renzo bossi che ha a stento la maturità(presa con il cepu).Dov’è l’università che mi supporta ? Perchè non viene riconosciuto il mio impegno e la mia dedizione? perchè devo essere sottopagato quando produco più di chi scalda la sedia a non fare niente? Io non mi sento più bravo di altri, faccio il massimo con quello che posso ma il contesto non mi aiuta, non è mi di supporto ma di ostacolo alla mia crescita e allora parlare di eccellenze per me è sintomaticamente poco utile, si dovrebbe parlare delle deficenze, che ne sono troppe, forse li ha senso discuterne.
guarda che i Renzo Bossi li trovi in tutto il mondo sai?
Ovviamente, se per questo li trovo in giro dappertutto e ancora una volta è un problema di contesto culturale, finchè viene premiata ignoranza, incapacità e nepotismo non è facile levarsi dalle palle i renzo bossi.Ti ripeto le eccellenze ci possono anche stare ma non me ne faccio un bel nulla e cosi tutti gli altri che arrancano con il massimo sforzo e il minimo rendimento.
Chi schifa sempre l’italia è liberissimo di andarsene via…. che ci state a fare, solo per lamentarvi? Andate nella civilissiam America, in Germania, in Francia dove vi pare a voi. State meglio voi e stiamo meglio noi che non vi sentiamo più lagnarvi.
Antonio, hai tutto il mio rispetto quando dici “Io, in tutta onestà, non ne sarei capace. Né qui, né in nessun’altra parte del mondo. Se dovessi farne una questione di vita o di morte, me la prenderei solo con me stesso per non esserci riuscito.”
Non sono del tutto d’accordo con te ma nemmeno posso dire che hai torto. La tendenza generale Antonio è quella ce dici tu anche se ritengo che il sistema paese in molti casi non è che fornisca grandi opportunità.
Bellissimo post, non una parola fuori posto. Magari non si può essere del tutto d’accordo ma negare quello che sostieni è solo una presa di posizione di parte, politicizzata.
C’è tutta un’altra storia da raccontare ed é vero, il fardello lamentoso che ci portiamo dietro è duro a crepare, ma Geppo77 lo ha chiarito, zaino in spalla oltre il confine c’è il paradiso… beati voi!! Grande Antonio ottimo contributo da condividere
Come può avere prestigio un paese con Berlusconi come primo ministro??? Antonio, torni con i tuoi video, fanno tanto bene!
David, penso onestamente che il “prestigio” di un paese non si misuri soltanto con una persona.
Bravo Antonio, condivido appieno.
Abbiamo bisogno di sentirci dire che in Italia nemmeno Steve Jobs ce l’avrebbe fatta.
Così abbiamo la nostra bella scusa pronta quando dovremo provarci.
Com’è andata?
Male, ovviamente.
Sai, nemmeno Steve Jobs.
E’ proprio questo il punto Luca, esattamente questo.
Antonio ho letto questo post dopo il post di Antonio Menna che trovi qui:
http://antoniomenna.wordpress.com/2011/10/08/se-steve-fosse-in-provincia-di-napoli
Mi sono piaciuti tutti e due perché forniscono entrambe due punti di vista a mio modo di vedere interessanti del paese, ognuno dei quali con le giuste osservazioni. Gradirei che anche questo post avesse maggiore visibilità sui giornali come quello del tuo omonimo perché è giusto dare rilievo a tutte e due le faccie della medaglia senza ostentare troppo nel mostrare solo quella peggiore.
Saluti, Lorenzo.
Bravo Antonio, l’Italia è (sarebbe?) un grande paese e questa è la vera tristezza….
Articolo equilibrato, commenti civili ed equilibrati. E’ questa l’informazione che vorrei vedere in giro. Troppo spesso invece strillata e avvelenata. A che serve mi domando io quel modo di informare. Complimenti per il blog.
Qualcuno che spicca fuori dal coro delle solite voci negative è una ventata di freschezza che fa bene al cuore. Non ti rendi impopolare per questo. Tutt’altro.
Caro Antonio,
concordo con te sulle eccellenze, ma concordo molto di più con chi parla della maggior parte della società e del “sistema paese”, se vogliamo chiamarlo così.
Io il confronto lo vivo tutti i giorni sulla mia pelle: la mia ragazza è americana, nata e cresciuta a San Francisco, dipendente per sette anni in una delle più grandi aziende della Silicon Valley, forse la più grande, un anno fa è venuta a fare un MBA in Italia perché voleva un esperienza internazionale e ci è rimasta. Ed è contentissima, ora viviamo insieme a Trieste, lei ama questo paese, come del resto lo amo io.
Solo che, quando io alla mattina arrivo in ritardo al lavoro perchè il mio treno si guasta, quando ogni sera rientro tardi per lo stesso motivo, quando lei deve stare in coda 8 ore alla questura per una firma, quando deve andare a casa in California e gli unici problemi con gli aerei ce li ha con Alitalia, quando in ambasciata chiede qualche informazione e nessuno è in grado di dargliela, quando sua mamma al telefono ride e le dice che ha appena visto un servizio su qualche politico italiano, quando vede che TUTTI i nostri colleghi italiani dopo un MBA si vedono proporre stage infiniti con paghe che non ci paghi neanche l’affitto di una stanza, e lei mi chiede “Perchè?”… Beh, in tutta sincerità io non so darle una risposta, ma so che mi sento una rabbia dentro che a stento riesco a trattenere
Posso dirti per esperienza vissuta che io gli stessi problemi ce li ho avuti in America: aeri, treni, uffici. Quest’alone di efficienza di cui parli non l’ho sempre trovato come un “de facto” standard della loro cultura, mi dispiace ma non è affatto così. E ti parlo dalla civilissima, modernissima New York….
Non so che dirti Geppo77, io invece l’ho sempre vista e toccata con mano
Io mi sono laureato in Italia e da diverso tempo lavoro in una grande azienda, guadagno bene, ho una posizione di responsabilità che mi gratifica e non mi manca nulla. Alcuni miei compagni di corso sono andati all’estero con l’idea che in Italia non si può fare niente e ora si lamentano perché non sono soddisfatti delle loro vite. Non giudico le scelte di nessuno ma dico solo che lo spazio da noi c’è. E’ dura ma se ti impegni alla fine ce la fai. Buona fortuna a tutti.
Ormai sparare a zero è diventato lo sport nazionale preferito e certa stampa non si può dire che alimenti questa tendenza. Forse molti tra questi detrattori dovrebbero almeno provare a sforzarsi a guardare un po’ oltre. Io pure dico che non è tutto rose e fiori ma non siamo neanche in un paese da terzo mondo e detesto chi continua a sostenerlo per puro partito preso, perché c’è Berlusconi, perché i politici ecc… tanto domani, anche se cambierà tutto, per questa gente sarà lo stesso.
Complimenti! una sacrosanta verità!
Grande! +1 per Antonio Lupetti
grazie per questo tuo post condivido pienamente :)
condivido, ma ci tengo a precisare che il terreno italiano non e’ dei piu’ fertili per lo sviluppo e la ricerca (vedi lo stipendio medio di un ricercatore e gli incentivi statali per aprire un’azienda). Concludo con una curiosita’: L’algoritmo di Google era stato precedentemente ideato da Massimo Marchiori, che lo aveva chiamato Hyper Search.
Purtroppo è vero, ormai c’è questa mania di lamentarsi di tutto incondizionatamente che non fa bene a nessuno e avvelena gli animi anche delle persone meno ottimiste. Per carità non è un bel periodo ma se guardo alla storia recente degli ultimi 40 anni della nostra repubblica ci siamo sempre lamentati di tutto come se facesse parte del nostro DNA questo lamento continuo.Forse non stiamo benissimo ma, per quella che è la mia idea, nemmeno troppo peggio di qualche anno fa.
Questa volta mi sei piaciuto proprio!
Grazie Anna! :)
Viva l’ Italia.
Abbasso i complottisiti.
Ottimo post!
.. mi sa che domani suggeriro’ questa frase al Fijiano “E’ facile sparare contro ogni cosa che si muove. Soprattutto quando si è troppo bravi da rimanere sempre e solo a guardare.”
Purtroppo sono in pochi a condividere la tua opinione del “Bel Paese” ma e’ bello sapere che in madrepatria qualcuno ha il coraggio di dire le parole che hai detto.
Bel post, bravo. Io li odio questi che parlano sempre male dell’Italia.
Sono sempre in troppi a dire che si sta male e sono sempre in troppi che però non fanno niente per aiutare a cambiare questo paese e sono pure ipocriti perché tra loro, alcuni, (e ne conosco in abbondanza) chiacchierano, chiacchierano, ma non hanno il coraggio di lasciarsi alle spalle la comodità della vita con papà e mamma. Sono stato a Londra per un anno ed è stata dura, durissima e sono dovuto ritornare…. altro che qui in Italia.
Purtroppo in Italia siamo messi male…..questa è la verità e nessuno vuole accettarla!
Io sono disoccupato da 2 anni, non riesco a trovare lavoro, nonostante abbia inviato miriadi di curriculum ed è una vergogna!
Mi ritrovo a 38 anni disoccupato, emarginato dalla società come se fossi un alieno, semplicemente perchè sono un numero, non considerato da nessuno.
Magari se fossi stato figlio di un politico starei con la testa tranquilla, avrei un eccellente lavoro e forse sarei manager di qualche società.
Essere diplomato e laureato non serve a niente in Italia, se non conosci NON lavori e in questi ultimi tempi se trovi un misero lavoro da operaio ti sfruttano fino all’osso per 900-1000€ al mese con delle pretese assurde.
Mi vergogno di essere italiano, mi vergogno di questo paese di truffatori legalizzati, di politici corrotti, ladri senza maschera.
E’ aberrante tutto ciò e spero che sopraggiunga una guerriglia urbana peggiore della Grecia che metta fine ai politicanti corrotti, disonesti e ladri.
Per concludere:
basta andare all’estero e si trova facilmente lavoro, come mai?
Semplice perchè lo stato italiano tende a schiavizzare il popolo mentre coloro che presiedono poltrone continuano a rubare senza essere disturbati!
VERGOGNA!!!!!!!!!