Radar
Jimmy Wales, il fondatore di Wikipedia.
La polemica

Wikipedia, la campagna donazioni e l’appello di Jimmy Wales: perché non sborserò un centesimo.

Ogni anno arriva sempre puntuale come le feste comandate. Si materializza con la solita faccia rassicurante di Jimmy Wales e un link con un breve messaggio di testo che compare su tutte le voci di Wikipedia: “Per favore, leggi: appello personale del fondatore”.

Che poi tu incuriosito, ci caschi ogni volta. E scopri che l’appello in questione è sempre lo stesso, quello che hai già letto l’anno prima e chiede sempre la stessa cosa: ci servono soldi, sarebbe il caso che tu ne sganciassi qualcuno.

Ho donato a Wikipedia per alcuni anni consecutivi. In genere una piccola somma simbolica a due zeri. L’anno scorso l’ho fatto con un po’ di scetticismo in più rispetto agli anni passati per vari motivi (inaccuratezza, inattendibilità e faziosità di alcune voci, errori o svarioni più o meno evidenti, varie ed eventuali).

Quest’anno però non lo farò per un motivo ben preciso che riguarda il contenuto dell’appello di Wales.

L’ho letto e riletto. E più lo rileggo e più lo trovo invadente, fastidioso e antipatico. Soprattutto sul finale. Quando parte con quel “se tutti quelli che leggono questo messaggio donassero 5€, dovremmo richiedere donazioni solo un giorno all’anno” per poi continuare con “ma non tutti possono o intendono donare”.

Non chiedetemi perché, ma lo trovo davvero urticante. Il possono lo tollero, l’intendono un po’ meno. È come quando qualcuno vuole insinuarti in modo strisciante un senso di colpa per qualcosa di cui tu non sei responsabile. Tant’è che Wales continua con “e va bene così”. Tanto “ogni anno, decide di donare proprio il numero di persone sufficiente”.

Che leggendo tra le righe suona tanto come un “possiamo anche farcela senza quelli come te che leggono solo a sbafo queste pagine”.

E questa cosa, caro Wales, non mi piace. Perché da utente che non può o non intende donare un centesimo, per usufruire di contenuti dalla qualità in alcuni casi passabile, in altri decisamente meno, non voglio proprio sentirmelo dire.

COMMENTS

  • Lorenzo Marozzi

    Decisamente d’accordo. Pensa che l’ho letto anch’io qualche giorno fa e mi ha suscitato lo stesso fastidio. Per carità Wikipedia è un progetto interessante e non me la prendo con il sito in se ma quell’appello l’ho trovato totalmente privo di savoir faire.

  • Mirko Bonadei

    Concordo, se hai scelto una strada dove non hai un guadagno pesante pur offrendo un servizio incredibile non puoi insinuare questi sensi di colpa nelle persone. Piuttosto èensa a qualcosa d’altro. Brvo Antonio, come sempre. ;)

  • Dr_Who

    una sola parola, tre lettere: già!

  • Giovanni Scrofani

    Ti sei perso la quantità mostruosa di prese per i fondelli che gli hanno fatto su Canv.as

    • Antonio Lupetti

      ora me lo vado a cercare…

    • Giovanni Scrofani

      Conoscendo i ritmi di aggiornamento di canv.as direi che è dura… in pratica associavano il faccione e l’appello di Wales a pagine Wiki su ogni disturbo o pratica sessuale possibile e immaginabile °L°

    • Domenico Polimeno

      Su canv.as son veloci ma mai quanto /b/

    • Giovanni Scrofani

      ‎/b/ fa spavento e disorienta °L°

  • Alberto Boni

    BRAVO CAZZO!!! Uno che le cose finalmente le dice!!! Sottoscrivo tutto!

  • UberMario

    Se qualche fanatico di Wikipedia leggerà questo post resterà duramente scosso, ma è la verità. Così come è vero che molte voci (soprattutto quelle che hanno a che fare con la politica) sono totalmente faziose e controllate solo in modo superficiale.

  • Nkosi B.

    Wales is a douchebag who happened to create a really useful service. He craves popularity. I never donated but I will soon. I just wish Wikipedia had no face attached to it. That goes against the democratic nature of the service.

  • Pasquale Borriello

    Sono d’accordo con quasi tutto quello che scrivi. Tranne la conclusione: che Wikipedia abbia un contenuto ‘passabile’ mi sembra azzardato. Tra l’altro essendo aperta ai contributi degli utenti, quel contenuto passabile è ‘colpa’ proprio degli stessi utenti che leggono l’annuncio di Wales. Insomma un circolo vizioso.

  • Francesco Sullo

    Quando Wikipedia ha chiuso per protesta verso la legge bavaglio mi ricordo i commenti di tutti quelli disperati di non poter avere accesso a qualcosa che ritenevano come se fosse loro dovuto.
    Caro Lupetti, le tue sono parole che dimostrano, assieme a tutti i commenti a seguire, che se Wikipedia fosse dovuta nascere in Italia non sarebbe andata da nessuna parte. Vedi, o non ti rendi assolutamente conto di cosa significhi gestire una cosa come Wikipedia, o parli tanto per dare aria ai denti. Ah certo, sono politicamente scorretto, ma non me ne vorrai, no? Cerco di rispettare la linea editoriale.
    Stammi bene

    • Antonio Lupetti

      Francesco Sullo ma che c’entra se fosse nata in Italia e tutta la questione? Io sollevavo la questione dell’appello di Wales.

    • Tito

      Io sinceramente Francesco condivido il pensiero di Antonio e mi rendo conto benissimo di quello che vuole dire mantenere un sito come Wikipedia. Il problema di come un sito monetizza è del sito e non va ribaltato sugli utenti. Qui la critica era rivolta all’appello che io concordo pienamente.

    • Francesco Sullo

      L’appello di Wales è l’appello di uno che ogni anno lo fa così perché finora ha funzionato. Non ha la testa di mettersi a chiamare una agenzia di promozione che gliene prepara uno figo con tutti i cazzi a posto. Lui pensa alla sostanza. E la gente risponde alla richiesta senza fare polemiche sterili e fuori luogo.

  • Roberto M.

    Quoto tutto e a me non è piaciuto neanche il modo arbitrario con qui la bloccarono per la questione della legge bavaglio.

  • Lello

    Io preferirei addirittura avere un po’ di pubblicità sopra Wikipedia (in maniera non invasiva magari) piuttosto che donare. Non l’ho mai fatto e per i motivi che diceva Antonio nell’articolo probabilmente non lo farò mai. E’ un servizio che inoltre utilizzo raramente e quelle poche volte che l’ho usato ho trovato sempre informazioni non sempre attendibili.

  • Danilo

    Ho appena letto l’articolo di Wales che non avevo letto. Non so se mi sono fatto condizionare da questo post ma anche io in quei punti che hai evidenziato l’ho trovato fastidioso. Anch’io non ho mai donate e ci vado molto poco.

  • Piera Belelli

    a me il suo faccione turba un po’ :)

  • Alessandro Manfredi

    onestamente la tua argomentazione è riducibile a “mi sta antipatico perché SEMBRA volermi instillare del senso di colpa”. Non sono d’accordo (leggi: secondo me, la tua impressione è sbagliata). Considera inoltre che il messaggio che citi è una traduzione (sbagliata?) di “But not everyone can or will donate.” che a mio avviso non sottolinea l’ “insinuazione di mancanza di intenzioni” che tu critichi. E se te la devo dire, non capisco il motivo di fare un post di questo tipo (o meglio, ne intuisco alcuni possibili, ma nessuno di questi mi piace particolarmente).

    • Antonio Lupetti

      non c’è nessun motivo particolare dietro al fatto di averlo scritto. E’ quello che penso. Punto. Sul fatto che la traduzione sia sbagliata è quello che c’è scritto. La mia impressione non è né giusta né sbagliata. E’ solo mia, come dico nel post.

    • Giuliano Amati

      @Alessandro se la metti dal punto di vista delle impressioni allora io ti dico che forse dovresti anche pensare che la tua è sbagliata perché io ho avuto la stessa impressione di Antonio e da quello che si è letto in giro nei giorni scorsi non siamo i soli ad avercela avuta.

    • Alessandro Manfredi

      @Antonio, non ho detto che la TUA traduzione è sbagliata, ho detto che a mio avviso quella che hai citato nel tuo post (che è del messaggio in italiano su wikipedia? non saprei, non ho controllato) non rispecchia l’espressione originale (che invece ho preso dall’originale in inglese). Ovvero, che la tua critica è probabilmente basata su una traduzione fatta male. Poi se la cosa non ti interessa è un problema tuo. Detto questo, la tua impressione sarà anche “la tua” (che diamine vuol dire non lo so), ma la mia impressione è che la tua impressione sia sbagliata :) Se esternando la tua impressione volevi avere dei feedback o aprire una discussione, è esattamente ciò che ti sto dando. Se invece volevi solo fare un po’ di rumore e di immagine, allora ignora pure i miei commenti, queste cose non mi interessano.

  • Jacob74

    Questa cosa della donazione la capisco poco… per carità ha sempre funzionato ed è normale che Wales insista (anche se il modo lascia a desiderare) ma se ha bisogno di soldi si inventi un business model che funzioni o trovi dei finanziatori disposti a supportarlo. Credete che il quarto sito più visitato al mondo abbia problemi a trovarne?

    • giusalex1

      Per Wikipedia le donazioni sono l’unico modo garantire neutralità all’enciclopedia.Ti fideresti mai di una voce sulla coca-cola (ma va bene qualsiasi altro esempio) con la pubblicità della coca cola a lato?

  • giusalex1

    Ma le donazioni servono per tenere wikipedia online non per controllare la qualità delle voci quel lavoro è fatto da volontari, quindi non mi sembra un valido motivo per non donare.

  • ValDeV

    Sono in parte d’accordo con giusalex1, nel senso che la donazione serve – anche – per mantenere online Wikipedia, però un servizio ulteriore sulla validità dei contenuti (a volte imprecisi a volte troppo pregni di opinione) potrebbe aumentare il valore che do, e dono ogni anno, a questa enciclopedia online. Comunque ammetto che anche a me ha infastidito molto la frase “ma non tutti possono o intendono donare” in tono chiaramente contrastante con gli occhioni da cucciolo abbandonato di Wales nella foto!

  • Simone R.

    L’alone di mito con cui vengono trattati ed esaltati questi fenomeni del web mi pare sempre eccessivo ed è come se fino ad ora. Per carità wikipedia ha contribuito molto a diffondere la conoscenza ma mi chiedo, come dice Antonio nell’articolo, quale è il reale livello di affidabilità e di imparzialità delle voci riportate. Lo sforzo che fanno quelli che curano il sito è sicuramente immenso ma di sicuro non sufficiente a garantire quelle che sono le basi per un serio prodotto enciclopedico e cioè appunto l’affidabilità delle voci e la loro imparzialità. Chi se la sente di donare è giusto che lo faccia ma anche io leggendo quell’appello mi sono sentito un po’ infastidito dal modo in cui la questione è stata posta anche quando dice un po’ alla Assange di “proteggere” wikipedia che mi sembra oltremodo esagerato.

  • Dave

    A me sembra un discorso normalissimo: “se tutti donassero saremmo a cavallo, ma c’è che non può e chi semplicemente non vuole, ergo dobbiamo scassarvi i cocones ogni 6 mesi”. Non mi sembra affatto un messaggio offensivo o urticante.

  • Maurizio

    Non so se è un problema forse della traduzione ma leggendo con attenzione il messaggio di Wales (o forse dovrei dire la traduzione italiana del messaggio di Wales) effettivamente non suona granché bene.
    Il punto di vista dell’articolo è condivisibile oppure no ma almeno – come succede spesso su questo blog – Antonio ha il merito di sollevare argomenti spinosi (a mio gusto mi piace anche come scrive) su cui tanti altri blogger tacciono per un approccio eccessivamente mirato al politicamente corretto e per paura di venire criticati ed è questo uno dei tanti motivi per cui mi piace questo blog. Il resto sono opinioni personali che vanno bene a seconda dei punti di vista da cui si guardano. Nessuno ha ragione più degli altri.

  • Nicola Mattina

    Se pensi che una voce non sia accurata, non devi fare altro che muovere il culo ed editarla invece di stare a concionare a vanvera.

    • Antonio Lupetti

      @nicola il fatto è che non ne ho la competenza per stabilirlo. Magari fallo tu.

    • Nicola Mattina

      Se sei in grado di individuare uno strafalcione, allora hai almeno la competenza per segnalarlo a chi manutiene la pagina :-)

  • Francesco Benati

    Antonio, nell’articolo hai ragione. La penso come te in tutto…

  • Andrea Moro

    Punto di vista pienamente condivisibile ma allo stesso tempo opinabile.

  • Francesco Tedeschi

    La wikipedia italiana purtroppo ha una pessima fama, perchè la cricca degli amministratori sta bene attenta a proteggere una certa linea politica. I signori che chiusero preventivamente wikipedia per una presunta legge “ammazza-blog”, non si sono fatti scrupolo ne di censurare le pendenze giuridiche di Passera il giorno che è stato nominato ministro, ne, qualche giorno dopo, di censurare la lista dei dirigenti Goldman Sachs passati a incarichi pubblici. Sgamati subito, peraltro, hanno ammesso di averlo fatto di proposito perchè la lista poteva ingenerare tesi complottiste…
    Oltretutto se, come ho letto nei commenti sul blog, “intendono donare” nasce da un’errata traduzione del messaggio inglese, i signori amministratori italiani non ci fanno una bellissima figura, se non sanno nemmeno tradurre un innocuo “will”…

  • Mirko Zanni

    L’umanita’ e’ sopravvissuta per secoli anche senza Wikipedia. Se proprio le donazioni non dovessero arrivare, tanti saluti e amici come prima, avanti un altro!

  • Enrico Burani

    bravo Antonio

  • Stefano De Prophetis

    Trovo le donazioni giuste, ma il modo in cui le ha richieste sta volta è effettivamente discutibile.

  • Leonardo Langella

    Se dovessi dare 5 euro a tutti quelli che hanno una buona intenzione sarei sotto i ponti. La Wikipedia è una delle fonti che consulto per le cose più generiche, per le ricerche approfondite ognuno dovrebbe imparare ad usare tutto il web e non ridursi a consultare solo un unico sito cioè una parte minima delle informazioni che sono a noi disponibili.

  • Alessandro Di Tecco

    È vero che la faccia di Wales rasenta il ridicolo involontario, è vero che potrebbero aiutarsi con un po’ di pubblicità, è vero che – come in ogni iniziativa di fundraising del resto – si cerca di toccare corde delicate e non sempre si trova l’equilibrio giusto per farlo, ma in questo caso per come la vedo io non c’è niente da pensare. Wikipedia è un grande progetto che ha cambiato lo scenario del web, e a prescindere dalla dissertazione (a volte oziosa) sulla qualità dei contenuti, se ha bisogno di me io un contributo lo do volentieri. Senza starci a pensare, o a pesare le parole :)

  • Francesco Biacca

    io penso che facciamo tanta polemica quando twitter vuole inserire pubblicità (che chiamiamo spam) cambiando il modello di business. penso che facciamo tanto polemica se wales ci chiede una donazione a nostro piacimento – vi chiedo: quanti click al giorno fate su wikipedia? quante ricerche su google vi riportano su wikipedia? beh, se donassimo anche solo un centesimo ognuno di noi, sicuramente avrebbero i fondi per sostanziarsi (a prescindere dalle donazioni di mr. google) .. alla fine della fiera, è ammirevole ciò che fa, e lo fa gratuitamente …. io la donazione la farò

    • Giorgio Zep Caristia

      Francesco Biacca un centesimo ognuno non basterebbe di certo. L’ultima volta che Wales ha richiesto donazioni, e mi pare fosse meno di un anno fa’, ha raccolto 43 milioni di dollari! Ma quanto costano 95 dipendenti e 600 server! XD Oltre al fatto che tutto l’anno si possono fare donazioni alla Wikipedia e molti le fanno. Quindi chissa in un anno quanti soldi che ha raccolto! O_o

    • Francesco Biacca

      Giorgio Zep Caristia: ovviamente era una cifra del tutto indicativa :) volevo far passare il concetto che ci lamentiamo del donare 1,10,100, 1000 euro e poi però tutto l’anno magari facciamo decine di migliaia di click sulle sue pagine …

    • Alessandro Di Tecco

      esatto Francesco, è quello che dico anch’io: bene o male la si usa tutti, e anche spesso. Non è giusto darla per scontata, e per chi ama internet penso che il contributo non abbia il minimo peso.

    • Frieda Brioschi

      @Giorgio Zep Caristia non so dove hai letto 43 milioni di dollari ma è un numero campato in aria. http://upload.wikimedia.org/wikipedia/foundation/3/37/2011-12_Wikimedia_Foundation_Plan_FINAL_FOR_WEBSITE_.pdf slide 14, puoi vedere che sono poco più di 20 milioni, contando anche i chapters.

    • Giorgio Zep Caristia

      @Frieda Brioschi il 43 milioni l’ho letto online da qualche parte. E’ ovvio che le fonti presentate da te siano decisamente piu’ attendibili. =) In ogni caso il concetto di fondo secondo me e’ che: O ti sai autosostenere e quindi metti delle pubblicita’ OPPURE non chiedi l’elemosina e ti accontenti dei soldi che ti arrivano da donazioni SPONTANEE…ma questo e’ cio’ che penso io…infatti quest’anno non donero’…

    • Frieda Brioschi

      Il concetto di donazione spontanea non fa parte della cultura italiana, chi cerca donazioni lo fa in altra maniera (le mele dell’AISM per dire l’ultima cosa che ho *comprato* in piazza) e comunque sempre pubblicamente. La maggior parte dei lettori di Wikipedia (e questo lo scopro tutte le volte che vado a parlare da qualche parte) continua a non sapere che Wikipedia è un progetto portato avanti da volontari, che vive di donazioni (la gente mediamente pensa sia una specie di Istituto Treccani più “illuminato” ed efficace).. ricordarglielo una volta all’anno non mi pare eccessivo. Se lo lasciassimo scritto tutti i giorni, non lo leggerebbe nessuno.

    • Alessandro Di Tecco

      Giorgio, si chiama “fundraising” e tutte le no-profit lo praticano in quanto loro principale mezzo di sostentamento. Non c’è niente di imbarazzante nel farlo e anch’io credo come Frieda che per qualche motivo agli italiani piace crogiolarsi nel gusto sadico di punire con accanimento ogni iniziativa che tenta di costruire qualcosa e migliorare il mondo.

    • Giorgio Zep Caristia

      sono daccordo con te che in Italia non ci sia la cultura della donazione spontanea. M se una fondazione o una societa’ sa che non riesce a vivere di donazioni, e’ meglio che inizi a raccogliere soldi in altro modo invece di ricordarci una volta all’anno cosa sia una donazione. Mettere qualche banner in giro per la Wikipedia non vedo che fastidio potrebbe dare sinceramente. A meno che qui non si stia parlando del concetto di fondazione che a tutti i costi deve rimanere no profit per chissa quale motivo…allora in questo caso sono totalmente convinto che sia meglio che W inizi a vendere qualche spazio pubblicitario. O ce la fai a vivere di donazioni e rimani quello che sei, oppure renditi conscio della situazione e cambia con essa…

    • Alessandro Di Tecco

      Anch’io penso che un po’ di adv li aiuterebbe molto, visto che sono il 5° sito al mondo. Però non lo fanno per scelta, e chi sono io per discutere la loro scelta? Torno a ribadire il concetto: è un bene di tutti, tutti lo usano, perché non dovrei dare una mano? :)

    • Frieda Brioschi

      Giorgio Zep Caristia perché la gente non collaborerebbe più. Nella notte dei tempi, prima di decidere che no, niente pubblicità su Wikipedia, c’è stato un simpatico dibattito sull’opportunità di ospitare banner. Solo all’idea l’edizione in spagnolo si è svuotata e i fuoriusciti hanno forkato. In tempi più recenti (tre o quattro anni fa) durante una campagna di raccolta fondi è stato usato il concetto di matching donors: se oggi riusciamo a raccogliere almeno 100.000$ c’è un donatore che donerà altrettanto. Inizialmente il donatore era anonimo, poi hanno messo i nomi dei donatori (la Virgin) ed è successo il finimondo. Quindi su Wikipedia possiamo scegliere: o qualche forma di pubblicità o la gente che scrive per un ideale. Abbiamo scelto la seconda, anche se questo vuol dire infastidire un paio di persone ogni volta che facciamo una campagna di raccolta fondi.

    • Frieda Brioschi

      Ah, last but not least: minime forme di altri introiti esistono. Ci sono grant (per progetti particolari o unrestricted) erogati da altre fondazioni (la fondazione Stanton ad esempio che finora ha dato qualcosa come 4 milioni di dollari, in diversi anni) e un po’ di sfruttamento del marchio, ma minimo e solo associato a progetti pertinenti (la partnership con Orange, ad esempio).

    • Giorgio Zep Caristia

      Chiedo scusa ma non mi e’ chiaro il motivo della fuga degli spagnoli al solo pensiero di mettere qualche banner…

    • Frieda Brioschi

      aperta e libera mal si sposano col dipendere da qualche azienda che paghi un banner. Meglio dipendere da tutto il mondo :-)

  • Mauro Avino

    ciao Antonio…premesso che stamattina grazie al tuo post, che mi ha fatto spaccare dalle risate, ho conosciuto woorkup (ceneri sul capo) e che mi piacciono le voci fuori dal coro…però c’è cmq da considerare che Wkpdia è il più grande progetto crowd che cnosca (MMPORG ?!?!), più volte l’affidabilità è stata paragonata a quella della Britannica, c’ho studiato nn so quanti esami…e finchè mi chiederanno soldi su ‘base volontaria’ ne darò…a 1 zero. però quel faccione di Wales ….. :)

  • Alessandro Manfredi

    https://wikimediafoundation.org/wiki/Financial_reports

    • Giorgio Zep Caristia

      @Alessandro Manfredi non e’ che potresti fare un riassuntino con i punti salienti?

  • Frieda Brioschi

    penso che ciascuno è libero di fare quel che gli pare, ovviamente :-) e quella frase finale che tanto infastidisce è niente di più che un dato di fatto: l’anno scorso a fronte di circa 380 milioni di lettori, hanno donato a Wikipedia circa mezzo milione di persone.

  • Alessandro Di Tecco

    cioè, per fare un paragone, è come se mi chiedessero un contributo per salvare un’opera d’arte o un monumento.
    In primis potrei pensare alle inefficienze di chi lo gestisce e a perché non se ne sia avuta la cura necessaria, ma subito dopo penserei: perché non dovrei dare una mano? E’ un bene di tutti! :)

  • Frieda Brioschi

    Sul cosa ci fanno: 44% technology; 24% Management, Finance and Admin; 23% Other programs; 8% fundraising; 1% Governance, per un totale di 28.3 milioni di dollari (dati presi dal link sopra). I dipendenti, visto che qualcuno lo chiedeva, l’anno scorso sono costati poco più di 7 milioni di dollari esono circa un’ottantina. Il numerello arriva da qui: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/foundation/a/ac/FINAL_10_11From_KPMG.pdf

  • Giorgio Zep Caristia

    Alessandro ma l’evoluzione dove la mettiamo? Evoluzione e’ migliorare qualcosa che gia’ funziona. E la Wikipedia funziona alla grande. Allora perche’ fissarsi sul fatto che deve rimanere no profit?

  • Francesco Face

    Anche secondo me è un problema di traduzione. Chiedere soldi non è mai facile, tradurre la richiesta è ancora peggio. Sta tutto in quell’ausiliare che noi non abbiamo, il “will”. Una traduzione differente sarebbe stata: “Non tutti possono donare o doneranno” che avrebbe creato una ripetizione leggermente cacofonica. Gli inglese non hanno di questi problemi e quindi da loro si legge più facilmente. Insomma, capisco che vedersi instillare sensi di colpa non sia il massimo, ma secondo me non era quello l’intento originale di Wales.

  • Francesco Face

    P.S. per le aziende che vogliono donare, potete chiedere un successivo giustificativo a wikipedia e scaricarlo dalle tasse. Meglio di così!

  • Francesco Face

    Mettere la pubblicità su Wikipedia sarebbe sbagliato. Un’enciclopedia bisogna poterla scrivere senza danarose pressioni esterne.
    Già la storia la scrivono i vincitori, facciamo che l’enciclopedia non la scrivano i ricchi.

  • Giuliano Iacobelli

    Intanto ringrazio Antonio per avermi ha dato modo di capire perchè erano giorni che c’era quel faccione (un po inquietante) su wikipedia, ho una consultazione così frenetica e convulsiva delle pagine che vi giuro che non avevo notato neanche il link scritto con font-size 24 che c’era accanto -.-’

    Passando alle cose serie mi permetto di supporre che probabilmente è la forma con cui è stato tradotto il sottocitato passaggio dell’appello che ha dato infastidito Antonio.

    “Se tutti quelli che leggono questo messaggio donassero 5€, dovremmo richiedere donazioni solo un giorno all’anno. Ma non tutti possono o intendono donare. E va bene così. Ogni anno, decide di donare proprio il numero di persone sufficiente.”

    “If everyone reading this donated $5, we would only have to fundraise for one day a year. But not everyone can or will donate. And that’s fine. Each year just enough people decide to give.”

    La frase inglese mi sembra avere un approccio molto piu pratico ed è una constatazione inconfutabile, “alcuni non possono altri non lo faranno”. Non mi sembra sottointendere in alcun modo che chi non lo farà sarà perchè sono “egoisti” o altro, io stesso non lo avrei mai fatto semplicemente perchè non mi sarei mai accorto che stavano raccogliendo i fondi! :D

    In merito al chiedere fontdi per sostenere un progetto simile non ci vedo nulla di male, per quanto Wikipedia abbia (ahimè) trasmesso al popolo del web che è una enciclopedia vera e propria, è sotto gli occhi di tutti quanto sia una risorsa magnifica per qualunque genere di ricerca.

    Antonio ha comunque espresso un giudizio piu che personale e ho sempre apprezzato il suo modo di parlare in modo molto diretto indipendentemente dall’essere d’accordo o meno su quello che dice.. e poi questo genere di contenuti si generano apposta per parlarne no?

    Come nella migliore dialettica hegeliana arrivo alla mia sintesi: 1) Devo guardare le pagine web con più calma
    2) Devo eliminare la pagina che stavo preparando con la foto di Fabio Lalli per raccogliere dei fondi per gli Indigeni :D ahahahahah

    ps: mi sono accertato della sintesi Hegeliana su Wikipedia. Niente in contrario no? ;)

  • Alessandro M.

    Tutti sti problemi che si fa Wales a inserire della pubblicità non li comprendo

  • Francesco

    Buongiorno a tutti.

    Io se fossi in voi prima di scrivere articoli e commenti andrei ad ascoltare un paio di interviste a Jimmy Wales per capire cos’è, cosa fa e come funziona la wikipedia foundation.
    Non so quante persone sanno che l’enciclopedia britannica contiene proporzionalmente lo stesso numero di errori e refusi di wikipedia.
    Non so quante persone sarebbero disposte a pagare per accedere ad un enciclopedia online.
    Non so quante persone abbiamo capito il ruolo che ha avuto wikipedia nello spingere molte delle vecchie enciclopedie a fornire un servizio online gratuito.
    Non so quante persone sarebbero in grado di scrivere un articolo di pari livello rispetto a quelli presenti su wikipedia.
    Non so quante persone sono coscienti di quanti soldi vanno a finire nelle tasche di google ogni volta che effettuano una ricerca mostrandovi pubblicità.

    Vi invito a fare un esperimento: provate a fare a meno di wikipedia per una settimana. Ogni volta che avete bisogno di informazioni circa una persona, un luogo, un argomento e vi compare il link a wikipedia, provate ad ignorarlo. Provate.

    Ritengo che per essere sensibilizzati a sostenere un progetto il cui obiettivo è la condivisione del sapere, non è necessario che venga Steve Jobs a fare un keynote, o che Paulo Coelho scriva un libro a riguardo. Ma queste è una mia opinione personale.

    Vi lancio anche una provocazione: provate a scriverlo voi un articolo in cui tentate di convincere le persone a donare spontaneamente dei soldi per una cosa che possono avere gratis. Provate.

    Ciao a tutti,
    Francesco.

    • Federico

      Normalmente sono uno di quelli che non crede nelle donazioni. Non mi fido perché non so a chi andranno poi, o quanta parte dei soldi. Potrei raccontare per esperienza diretta di come raccolgono i fondi e di che giro economico ci sia dietro grossi, blasonati e di fama mondiale enti “benefici” non profit. Tralasciando tutto questo, uso fin troppo spesso wikipedia. con i suoi pro e i suoi contro, lo trovo uno strumento di grande democraticità. Se serve a tenerlo in piedi, ho raccolto abbastanza informazioni, grazie anche a questo blog, (che ringrazio, e ringrazio tutti quelli che hanno commentato a favore o meno) per aver maturato la volontà di donare almeno 5 euro.

    • Monica

      Quoto Francesco in tutto e per tutto.
      Antonio, per esperienza chi si attacca a significati nascosti (peraltro di una traduzione) al fine di demolire una tesi, ha un intento meschino. Non volermene, ma Io credo che fondamentalmente quest’anno ti sei svegliato con la voglia di fare il bastian contrario, o forse eri amareggiato per questioni tue personali o semplicemente hai deciso che non avevi voglia di spendere i tuoi soldi in donazioni. Hai cercato disperatamente nelle parole di Wales un appiglio per tacitare la coscienza. Tu stesso dici “ho letto e riletto l’appello finchè…”. E’ un meccanismo inconscio di chi parte già interiormente convinto di non voler fare una cosa e solo successivamente cerca una motivazione.
      Lo hanno già detto in tanti, ma pure io ci tengo a sottolineare che Wikipedia è un servizio straordinario. Ha segnato un grande passaggio. Ancora mi ricordo che anni anni fa dovetti comprare un cd con l’enciclopedia, oppure che veniva venduto in abbinamento all’acquisto del pc. Il contenuto non era neppure lontanamente paragonabile alle risorse di wiki e chiaramente dopo pochi mesi molte voci erano obsolete, nuove voci certamente mancanti. Qualunque concorso o fatto o evento viene inserito in meno di 24 ore. A portata di click infinito materiale consultabile da e per chiunque. Di certo basterebbe un solo banner pubblicitario fisso su wiki per garantire a Wales molto più di quanto ricava con le donazioni e tuttavia io trovo che la scelta di mantenere l’ambiente NEUTRALE sia doverosa a apprezzabile e poichè l’appoggio in toto, io dono.

    • Antonio Lupetti

      @Monica ti ringrazio per la tua superficiale analisi psicologica del mio ego di cui davvero non sentivo il bisogno.

    • Roberto

      Cara Monica se voglio mettere un commento su un’idea lo faccio confrontandomi su quella idea e non esprimendo giudizi sulle persone. Personlamente condivido il post di Antonio ma se anche avessi qualcosa di ridire utilizzerei un linguaggio differente. E’ come se io ti scrivessi sei così incattivita perché hai forse le tue cose? Me lo risparmio io come forse è il caso che te lo risparmi tu.

  • Federico (un'altro)

    Io domani non mi compro le sigarette e dono 5 euro a wikipwdia.

    Così come suona?

    PS i due zeri delle tue donazioni, sono comprensivi di “,” :-D

    • Luca

      Caro Antonio,
      ho trovato il tuo articolo ricercando informazioni imparziali per decidere se donare o meno, e mi hai convinto… a donare.
      Al di la’ della forma della richiesta – senz’altro migliorabile – e’ il tuo attacco ai contenuti che secondo me e’ sbagliato. Non versero’ il mio contributo in cambio di informazioni sempre corrette, ma per sostenere un progetto che consente la diffusione della conoscenza in modo democratico.
      Ho l’impressione che chi attacca i contenuti di Wikipedia sia in cerca di informazioni gratuite: zero spese, zero fatica.

  • Ivan

    Non ho mai sborsato un soldo per wikipedia e mai lo farò . E non intendo farlo . Tutti gli anni è sempre la solita storia .

  • Ivan

    Mi viene un grande sospetto ….

  • Davide

    Gli italiani non amano donare un centesimo. Soprattutto quelli che potrebbero donare, non intendono farlo. E’ questa la semplice ragione per la quale il nostro paese è in ginocchio. Basta vedere in quale condizione versa il nostro patrimonio artistico e culturale. Nessun mecenatismo. Nessuna volontà di percepire il denaro come semplice mezzo per il raggiungimento di fini che elevano lo spirito oltre a favorire la diffusione della cultura. Lo stesso dicasi per la scienza e la tecnologia. Questo fastidio a sostenere, attraverso un contributo, una causa, un progetto, un’idea è alla base della mentalità italiana. Le cause sono megalomania, solipsismo, egoismo, tirchieria, menefreghismo, pressapochismo, strafottenza. I fasti dell’antica Roma sono lontani. La serietà degli antichi romani lascia il posto alla cialtronaggine dei nostri contemporanei. Ruderi e colonne di un passato glorioso ci seppelliranno per sempre.

  • sariel

    Trovo che queste siano solo scuse per non donare a un’organizzazione che non ha eguali al mondo.
    Prima di tutto cifre a 2 zeri non sono simboliche, sono un sacco di soldi, quale sito richiederebbe più di 100 euro l’anno di abbonamento?
    Detto questo se non ti piace una pagina in italiano basta andare a vedere quelle in inglese che sono 10 volte più dettagliate. Per i problemi di faziosità etc vale per tutti, ma c’è gente, come me, che ha passato diversi esami universitari con Wikipedia e ogni giorno ci capitiamo se abbiamo un po’ di curiosità.
    Rimanere indignati per una frase “infelice” durante una legittima campagna fondi (Wikipedia non presenta pubblicità, caso più unico che raro, quindi…) è da..come dire…narrow minded.

  • mario

    Antonio: trovo questo articolo molto contraddittorio e poco consapevole (Oppure fin troppo?). Hai detto che negli anni hai donato cifre a due zeri (precisazione che trovo anche fuori-luogo) etc.etc. Immagino tu lo facessi per sostenere, quantomeno, l’ideale che vi era dietro Wikipedia, quindi il progetto in se’ (che sfido chiunque a non ammettere una sua utilita’, seppur discutibile su alcuni fronti). Partendo da questo ragionamento, si annulla tutto cio’ che “motivi” nella tua scelta di non donare alcunche’ quest’anno: perchè (tu che parli in chiave soggettiva dovresti ben capire la scissione delle due cose) tu non stai dando i soldi a Wales, ma a Wikipiedia >> ad una community che necessita (oggettivamente parlando) di un contributo per il servizio (gratuito) che offre >> e che se anche non necessitasse di cio’, tu su quale basi quest’anno hai cambiato la tua opinione? Stando al tuo articolo, sull’intepretazione della richiesta di Wales… E quindi gli anni precedenti i soldi gli hai donati per simpatia? Come ho “parentesitato” prima, sono due cose che vanno a scindersi l’una dall’altra… Se per anni si ha sostenuto il progetto (in quanto tale) non è che per simpatia/antipatia/ o mala interpretazione (o anche ipotizzando che lo scopo di Wales fosse stato quello che hai percepito tu!) si cambia idea sul motivo base che ci spinge (e ci ha spinti) a donare determinati fondi… Lo si fa a priori e basta (dato che Wikipedia è questa da sempre… non è che l’anno scorso era diversa da quest’anno). Chiudo con un’ipotesi – quindi estremamente personale – provocatoria: non è che ti sei fatto sto bel “post” per auto-convincerti che quest’anno (causa risentimento crisi anche nelle tue finanze) fosse giusto non sborsare?

    In ogni caso sappi che sono un tuo fedele lettore.

    • Antonio Lupetti

      Ho spiegato i miei motivi. Non si può essere d’accordo su tutto. Quanto alla provocazione è del tutto infondata.

  • alfio

    donare con coscienza…tutto il resto è elemosina

  • Martino

    Dico solo : 7 giorni all’anno di AdSense e passa la paura, con quel traffico…

  • Eronos

    Il problema qui non mi sembra tanto l’opinione personale, sacrosanta e insindacabile, su cui si può essere d’accordo o meno. Il problema è il non riuscire a vedere cos’è Wikipedia nella sua interezza e soffermarsi sulle parole, tradotte anche male, soltanto per decidere se far proseguire o meno un ‘evento’ del genere. Rimango onestamente allibito.
    Per l’opinione personale, invece, un qualcosa vorrei aggiungerlo: non ho mai trovato un contenuto ‘passabile’, sarà perché navigo principalmente sulla Wiki in lingua Inglese, e sono diversi anni che lo faccio. Ma anche avessi trovato qualcosa di passabile, come livello minimo di qualità, mai mi sarebbe passato per la testa di chiudere un servizio del genere, con tutte le potenzialità di evolvere. Per quanto riguarda la ‘potenza’ della donazione, la questione è onestamente ridicola. Ma se davvero ci sono dei casi di non potenza, e saranno uno su un milione di quelli paventati tali, sono supportabilissimi da tutti gli altri che donano. La questione ‘volontà’ invece non è ridicola, ma davvero incommentabile. Per quelli, ‘possiamo anche farcela blabla’, è una giacchettata rispetto a quello che gli direi io.

  • Ezio

    Bhè il messaggio è sicuramente interpretabile come hai fatto tu, ma anche no, insomma dipende dalla sensibilità di ogni singola persona. Se interpreti il testo in questo modo la cosa più naturale da dire al caro Wales sarebbe: “fregati! lo hai deciso tu di fare le cose senza pubblicità!”, ma c’è da dire che non sempre le traduzioni riportano la stessa intensità di significato della versione in lingua originale. Per cui mi sento solo e sempre di ringraziare chi ha inventato un gioiello come wikipedia e chi lo rende ricco di contenuti.

  • Roberto

    VIVA WIKIPEDIA

    http://www.diginess.com/blog/il-vostro-regalo-di-natale-sostenere-wikipedia

  • Prontosauro

    Non condivido la critica, anzi l’appello è molto sincero: dice semplicemente che degli utenti di Wikipedia alcuni non possono donare e alcuni non vogliono. Infatti è così, molti non hanno alcuna intenzione di donare per i più svariati motivi, e Wales lo sa ma non li biasima.
    L’appello si rivolge a tutti, spiegando che Wikipedia ha bisogno di denaro per sopravvivere, Vuoi contribuire? Ok. Non vuoi? Ok, mica sei obbligato. Ma se ne nessuno contribuisce, si chiude.
    Punto. Il massimo della sincerità.