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- by Antonio Lupetti
- November 26, 2011
Voglio parlvi di un certo approccio editoriale “spazzatura” che da qualche tempo sta contraddistinguendo certi siti di rilievo come Mashable, che assieme a TechCrunch è uno dei più letti aggregatori di news in ambito tecnologico della rete.
Dopo tutta una serie di articoli come “i 6 video più visti su YouTube della settimana”, “i 50 tweet più curiosi della settimana” o ancora “le 6 storie sui social media che vi siete persi questa settimana”, questa volta Pete Cashmore & company hanno davvero toccato il fondo con un articolo agghiacciante: “6 top comments of the week”.
Lascio perdere ogni considerazione ulteriore sull’argomento che potete trovare già in questo video ma ritengo che tutto ciò sia il peggio della rete: tutto quello che un blog non dovrebbe mai essere.
totally agreed, Mash in particular is junkyard of crap.
Lupetti mito!!!
sono pienamente d’accordo!! e la cosa più grave è che articoli del genere vengono condivisi alla grandissima!!
Questo video MI PIACE, anche xchè ci si fa 1 mazzo tanto a produrre buoni contenuti in mezzo al resto delle faccende quotidiane. Ti 6 meritato 1 mohijto :-)
A Mashable ormai sono macchiette di sè stessi, io non lo leggo più da tempo ormai perché la qualità degli articoli come dici bene tu Antonio è proprio spazzatura. Il sito poi è un casino, disordinato e pieno zeppo di banner pubblicitari che rendono la lettura un inferno. Tenete conto che poi la maggior parte di tutti i retweets che hanno sono da bot. Insomma è vero, è proprio il peggio.
Ormai sono produttori di markette.
Si è peggiorato da paura!
Aumento impressions, inbound links e pubblicità. Oltre all’aggancio dei casual comers da weekend.
In sostanza, il trionfo dell’autoreferenzialità.
Amo Mashable ma non ho mai letto questo genere di post.
Sì l’ho notato anch’io da diverso tempo…. l’ho lasciato perdere perché mi affolla il reader con un flusso continuo di post che mi fanno perdere interesse per tutto quello che scrivono. E poi non mi piacciono perché cavalcano l’onda delle tragedie per fare traffico con post che non c’entrano niente con l’argomento del loro sito, come quando successe con lo tsunami in giappone.
Bel video carino l’effetto movimento della camera. Se posso chiederlo, con cosa l’hai realizzato?
Final Cut Pro X, post production effects :)
Bel video post, totalamente condivisibile.
mi trovo perfettamente d’accordo : quantità invece che qualità. tenere un blog è un forte impegno, aumentare il pubblico anche. la spazzatura, purtroppo, nei media attira ancor più della pulizia…
( tranellidiseta )
Poco da aggiungere: MASHABLE E’ DIVENTATO UNA CAGATA PAZZESCA 45 minuti di applausi!
Thanks to Google Translate, otherwise I wouldnt have read this excellent post. You are absolutely right. Top Comments? What has the world come to?
On the other hand by using such sensational headings they are able to garner more clicks and pageviews and higher traffic rankings. So business wise its good.
Also, I wouldnt compare Techcrunch with Mashable. Even though, Michael Arrington, MG Siegler and others have left, Techcrunch is still not comparable. GigaOM, I think, is the opposite of “everything a blog never should be”.
How long have you been blogging?
Se è così allora c’è una grande opportunità. Tirate fuori le palle e create il prossimo Mashable. Ma prima, per cortesia, toglietelo dagli RSS. Le critiche sterili, ultimamente, mi hanno veramente scocciato
ho sempre seguito con interesse Mashable, ma mi sembra abbastanza palese che nell’ultimo periodo sia diventato una fabbrica di markette e spesso di non contenuti. Antonio non è Cashmore ma Woork fa dei numeri sicuramente interessanti, e non è l’unico in Italia. Però permettimi, la critica è qualcosa di positivo, soprattutto quando puntuale e costruttiva. Penso che si possa discutere di questi temi senza “scocciarsi”.
Mi sembra che sia diventato uno sport popolare criticare di tutto senza mai offrire un solo spunto di crescita. È lecito ma è anche lecito scocciarsi. Certo uno potrebbe semplicemente ignorare il thread. Ma ognuno ha i suoi difetti
@FrancescoSullo a me bastano le mie quasi 50 milioni di visite in 3 anni, da solo, senza uno staff editoriale, senza quel genere di post, con un numero di retweets e like in alcuni casi confrontabile coi numeri di Mashable, con 27 mila followers su Twitter, ecc. A dimenticavo, scrivendo anche in Italiano, con non più di un post al giorno, senza che quello sua il mio lavoro, dedicandogli non più di 3 ore al giorno, generalmente la sera. Lo so che c’è spazio e mercato. Infatti ne approfitto per quello che è strumentale al mio obbiettivo che è quello di avere un blog popolare e letto in Italia. Il resto per me è niente.
Capisco le parole di Antonio Lupetti, non sono sbagliate a livello di principio. Ciò nonostante, devo dire che mi sento decisamente molto vicino a Francesco Sullo per come vede e commenta questo post. E’ vero, Mashable non è più il Mashable di una volta, questo lo sappiamo un po tutti. Quando girano tanti tanti soldi, è difficile mantenere il passato. Però, i post fatti x criticare li vedo poco utili, e sinceramente in questo caso – non è un mistero dirlo – ci vedo un po di gelosia tra le righe. Senza offesa Antonio, just my 2 cents.
Daniele ho una perplessità: ma gelosia di cosa? Non si conoscono, hanno target diversi, e quella di Antonio è un opinione. Sorry ma veramente non capisco.
Well, Fabio Lalli , se io, te e tanti altri che li leggono entrambi siamo un target, i 2 prodotti non hanno target diversi mi sembra. Che non si conoscano mi dispiace molto ed è un peccato perchè sono entrambi bravi a mio parere. Opinione di Antonio? Sicuramente. Costruttiva? Ho forti dubbi, come esprimevo prima. Gelosia? Ripeto: Mashable non è + quello di una volta, lo sappiamo tutti noi che lo leggiamo, te compreso. Ma definire le cose che mette “pura immondizia” fa pensare a strane sensazioni di gelosia – se così non è, sono il primo ad esserne felice: WoorkUp non sarà mai Mashable, e Mashable non sarà mai WoorkUp, ed è normale che sia così.
Ma se uno non sarà mai l’altro come è giusto che sia, visto che hanno due identità diverse, di cosa stiamo parlando? Antonio ha espresso una opinione (ovviamente provocatoria, per generare discussione) più o meno condivisibile, quindi ci si può accodare o meno e concordare o no. Si sta facendo una polemica sul commento senza magari entrare nel merito del problema sollevato: cosa starebbe sbagliando Mashable (se c’è un errore ovviamente…)? Cosa ci aspetterebbe da un sito di quel tipo? Cosa potrebbe fare Woorkup per esser a quel livello? Cosa si potrebbe costruire per avere una informazione diversa? Possiamo fare meglio? Secondo me questo genererebbe una discussione costruttiva. Non gelosia e robe varie.
Concordo infatti con te Fabio Lalli in pieno per le cose che esprimi alla fine dell’intervento: quello che io e tanti altri si possono aspettare da un post qui sopra è proprio qualcosa come quello che hai appena scritto tu … “cosa starebbe sbagliando Mashable (se c’è un errore ovviamente…)? Cosa ci aspetterebbe da un sito di quel tipo? Cosa potrebbe fare Woorkup per esser a quel livello? Cosa si potrebbe costruire per avere una informazione diversa? Possiamo fare meglio? Secondo me questo genererebbe una discussione costruttiva. Non gelosia e robe varie”
Daniele, davvero, io non vedo nessuna gelosia. Antonio ha dato semplicemente la sua opinione cercando di creare discussione. Cerchiamo di non vedere sempre cose che non ci sono, veramente.
@Daniele Buzzurro sì hai ragione tu, sono geloso della ragazza si Cashmore.
ma infatti da quando Pete Cashmore ha deciso di vendere un sacco dei giornalisti che hanno fatto la fortuna di Mashable se ne sono voluti andare e se ne sono andati (Ben Parr e’ l’ultimo caso) Concordo con Antonio Lupetti in toto.
capisco l’astio nei confronti di alcuni articoli di Mashable, ma da qui a dire che è una strategia che non paga e dire che mashable è quello che un blog non dovrebbbe mai essere, francamente mi pare un tantino eccessivo.
Antonio tu prendi il caso Mashable come esempio negativo per chi ha un sito o un blog personale. Ma Mashable NON è un blog o un sito personale. E’ qualcosa di molto diverso. Di imparagonabilmente più grande e con un target molto ampio. Di conseguenza le sue necessità possono essere più simili a quelle di un sito come può essere, per restare in casa, repubblica.it.
C’è “bisogno” in sostanza di qualcosa che vada al di là del tecnico in senso stretto e avvicini e faccia affezionare, come diceva Emanuela, anche i lettori casuali e quelli che vagamente si interessano della tematica trattata.
Proporre sommari, i video youtube più visti del mese (a me sono serviti parecchio per una ricerca ad esempio), i top tweet (visto l’interesse mainstream per twitter in qeust ultimo periodo) e i commenti migliori non mi sembra una tattica così perfida per colmare i buchi di pageviews che possono esserci.
Prendiamo ad esempio alcuni dei contenuti che usa Repubblica (ma di cose simili si trovano pure su corriere, WP, e altri siti stranieri) per riempire buchi simili:
REPUBBLICA TV / SEATTLE
La strada è un fiume
e i salmoni attraversano
LE IMMAGINI
Tutto il mondo di Tom
in una bolla di sapone
REPUBBLICA TV / OLANDA
Tiro della disperazione al 91′
come nel basket: gol da 60mt
LE IMMAGINI
Irlanda, salvataggio in mare
arriva William in elicottero
MONZA / LE IMMAGINI
Rally, debutta un nuovo pilota
in pista corre Nicole Minetti
LE IMMAGINI
Toilette, la stanza delle follie
wc d’oro da 129mila sterline
LE IMMAGINI
Facce da raviolo
la gara di wonton
THAILANDIA / LE IMMAGINI
Festa dei macachi nel tempio
Cola, frutta e canditi per tutti
TVZAP/ PERSONAGGI
Nancy Dell’Olio su Playboy
nuda ‘con gusto’ a cinquanta
REPUBBLICA TV / BREMBATE
La civetta si gode le coccole
In 6 milioni su YouTube
AUSTRALIA / LA FOTO
Caccia alla bionda in bikini
fotografata sugli spalti
LA FOTOSEQUENZA
Il gigante e la ragazza
la cheerleader finisce ko
LONDRA / LE IMMAGINI
Sorriso francese ‘imperfetto’
il segreto di Kate Middleton
LE PAROLE
Jolie: “Sono una cattiva
ragazza, ma tanto c’è Brad…”
Vorrei sottolineare per esempio la festa dei macachi e la civetta che si gode le coccole.
I top 6 commenti dei lettori di Repubblica sarebbero sicuramente più interessanti di ognuno di questi “articoli”. E in più i lettori citati sarebbero molto contenti probabilmente.
Tra i due tappabuchi scelgo quello di Mashable.
Repubblica.it non mi sembra un grande successo editoriale, anzi. Ha anche l’aggravante di essere un quotidiano con una certa storia alle spalle e non un blog che per quanto famoso e importante è comunque un prodotto che si rivolge a un pubblico diverso e offre contenuti diversi da quelli di un giornale.
Sinceramente non credo né che i 6 commenti più interessanti di Mashable e il video della civetta di Repubblica creino valore per il lettore, né che generi una quantità di traffico apprezzabile.
Credo che la motivazioni dietro queste due strategie siano da una parte quella di non congelare la homepage (se copio gli articoli da YT l’homepage cambierà spesso dando l’impressione che ci sia movimento nella redazione); dall’altra parte credo si tenti di occupare il più possibile lo stream di notizie, sia che si trovi su FB che su qualsiasi feed reader.
Potrebbero farlo anche con contenuti di qualità, ma mi sembra logico che è più costoso (non solo economicamente) che non raccogliere video da YT.
Certo, quando poi questi contenuti di scarso valore prendono il posto di quelli più importanti c’è un problema.
Non mi esprimo su Mashable essendo un lettore occasionale.
Repubblica.it è il quotidiano italiano on line più seguito in Italia, quindi è un successo editoriale.
Quello che volevo dire è che c’è sempre il problema per chi si occupa di creare contenuti di qualità sul web, specie una volta raggiunte dimensioni molto grandi, di fare cassa.
Quelle di Repubblica e di Mashable sono due risposte.
Sicuramente non rappresentano la miglior risposta possibile, ma attualmente, che io sappia, nessuno è ancora riuscito nell’impresa.