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- by Antonio Lupetti
- November 27, 2011
[Perdonatemi per la poca verve nel video... ma l'ho registrato ieri sera molto tardi. Siate buoni.]
Che cosa sta accadendo a Twitter? In Italia ormai sembra che il fenomeno stia esplodendo in maniera inarrestabile tant’è che, dopo Facebook, tutti ormai corrono ad aprirsi un profilo sulla popolare piattaforma di micro blogging.
In mezzo a questi “tutti” c’è una categoria ben precisa che è quella delle celebrities: musicisti, attori, presentatori, modelle, sportivi e personaggi più o meno noti che stanno invadendo il social network sulla scia del successo riscontrato da molti loro colleghi d’oltreoceano che sono riusciti a diventare incredibilmente popolari attraverso questa forma di comunicazione in soli 140 caratteri.
Non è strano quindi, che in un sistema perverso come quello dei media, dove ormai tutto fa notizia, i tweet che queste celebrities nostrane postano quotidianamente sui loro profili diventano fonte immancabile di ispirazione per ogni genere di articolo e servizio dai quotidiani ai telegiornali e, in linea generale, per qualsiasi altra forma comunicativa alternativa rivolta al grande pubblico dentro e fuori la rete.
Ultimamente basta aprire le pagine online de La Repubblica o del Corriere della Sera (tanto per citare alcuni dei maggiori quotidiani italiani) che non passa giorno che troviate almeno un articolo che parli di qualche vicenda legata a twitter di Fiorello, Jovanotti, Facchinetti, la Marcuzzi e tanti altri.
Per carità questo è sano gossip ed è giusto che ci sia ma, onestamente: abbiamo veramente tutto questo bisogno di sentirci raccontare dai giornali questo genere di storie e di dargli così tanta importanza da meritarsi addirittura un passaggio al telegiornale?
Che un certo tipo di giornalismo abbia anche bisogno di questi contenuti siamo tutti d’accordo però, almeno in certe situazioni, cerchiamo di avere il buongusto di non esagerare.
Lupetti sei l’eroe dei nostri giorni! Tutto quello che gli altri non dicono! MITICO! :)
Lupetti rules! :)))))
Guarda Antonio, riflettevo sulla cosa proprio qualche giorno fa con un mio amico quando è scoppiato il caso di Stefano Gabbana col tweet sul fisco. Sono perfettamente d’accordo. Certi giornali non sanno più che scrivere.
Bello il montaggio del video e ottimo punto di vista, complimenti per il blog che è sempre aggiornatissimo e presenta spunti molto interessanti.
Non se ne può più, ormai Fiorello è onnipresente dappertutto qualsiasi cosa dica su Twitter.
Ottimo post e ottima osservazione, un certo tipo di giornalismo ha bisogno del gossip, i telegiornali non sono quel tipo di giornalismo e negli utlimi anni tendono troppo all’obbiettivo di fare audience più che notizia. Ma questa non è una novità.
Il bello di twitter (e dei social network in generale) sta nell’essere padroni della scelta del canale di notizie da seguire che sia gossip, politica, cucina, ecc. I telegiornali, scegliendo un solo canale di cui parlare, tendono a sminuire la capacità poliedrica di comunicazione del micro blogging.
Riguardo twitter divento molto estremista, si tratta di un social fruibile da qualsiasi dispositivo come lo smartphone tanto amato dalla massa italiana! A meno che non ci sia un trend talmente importante da dover essere necessariamente divulgato, ciò che nasce su twitter deve rimanere nella sua forma di 140 caratteri. La gente dovrebbe imparare ad attingere dalla fonte, soprattutto se si tratta di semplice gossip.
Sono d’accordo anch’io su questo modo eccessivo di fare notizia o “presunta” tale con articoli di questo genere sui quotidiani e sulle televisioni. C’era il periodo a ridosso del lancio del disco di Vasco che ogni cazzata che diceva su Facebook nasceva il caso editoriale. Guardate pure con Fiorello la pubblicità che gli ha fatto la RAI nei giorni prima del lancio del suo programma. Colpa questo anche delle redazioni che danno spazio a questo tipo di cose a scapito di noi utenti.
Quella di cui parli Antonio è una tendenza abbastanza naturale da parte di molti e cioè per fare pubblicità a qualcuno in maniera non diretta, cioè prendendola alla larga parlando ad esempio di una cosa legata a Twitter per parlare del personaggio di turno ed è una cosa che a me personalmente da sempre molto fastidio.
appunto se qualcuno legge un tweet di oggi, magari si scatena la polemica.