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Perché Android uccide la concorrenza
Il titolo è provocatorio. Non me ne vogliate. Soprattutto ora che mi sono convertito da iOS al sistema operativo mobile di Google e finalmente, dopo tanto tempo, ho fatto pace con una fetta consistente di lettori di questo blog che smaniano per Android.
Niente di personale, intendiamoci. Le solite scaramucce da Apple fan contro tutto il resto del mondo. Io che vengo da Apple, io che solo iPhone, io che tutto il resto è noia.
Android mi piace, lo ammetto. Uso Gingerbread sul mio nuovo Samsung Galaxy Note e già smanio per Ice Cream Sandwich. L’ho provato su un Samsung Galaxy S2 e va che è una bellezza. Che poi il nome faccia schifo e suoni ridicolo è un altro discorso. Ma se guardate i dati aggiornati al terzo trimestre del 2011, circolano complessivamente 60,5 milioni di device mobile che supportano Android. Circa il 52% della quota di mercato complessiva. Un +23% rispetto allo stesso periodo del 2010.
Questa è la parte bella della storia. Poi però c’è il lato oscuro che ogni utente Android dovrebbe valutare. Quello che cogli all’improvviso quando entri da Mediaworld e ti aggiri tra i vari modelli di smartphone di ogni marca, indeciso su quale sarà il tuo prossimo smartphone o tablet dal cuore Android.
Da Samsung a Motorola, a Sony, a LG, a HTC, a Acer e tanti altri. Cambia il design, il colore, le dimensioni dello schermo, il logo del produttore. Ma ne provi uno, li hai provati tutti.
La stessa esperienza d’uso replicata identica, tale e quale su tutte queste device. È un po’ come se esistesse un unico produttore che commercializza tante device alternative con caratteristiche differenti per tante fasce di mercato ma, nell’anima, tutte uguali. E questo grazie ad Android o forse per colpa di Android.
Non basta l’hardware e il guscio esterno per differenziarsi e posizionarsi sulle vette del mercato. Apple ha fondato su questo principio tutta la sua filosofia e ha fornito all’utente il valore aggiunto di un’esperienza d’uso unica, integrata all’interno dei propri prodotti che è ben altra cosa dal mero circuito elettronico che li compone.
Android sta anestetizzando il mercato. I produttori non sborsano più un centesimo in ricerca e sviluppo per compilare un sistema operativo mobile fatto in casa. È un approccio ragionevole e in larghissima parte condivisibile. Resiste giusto RIM (BlackBerry) e poco altro, è caduta anche Nokia.
Un sistema operativo mobile non è una sfida da poco. Ci vogliono le competenze, le persone, i geni, gli smanettoni e nessuno di questi si trova così facilmente sul mercato. I tempi di realizzazione poi potrebbero essere proibitivi.
Allora è meglio adottare quello che già c’è e soprattuto funziona.
Si chiama Android.
Su tante device di tanti produttori differenti.
Tutte così diverse.
Tutte così uguali.

Amen!
Bel post, molto condivisibile e inerente alla realtà. E’ proprio vero che quando ne hai provato uno li hai provati tutti. Apple è insuperabile da questo punto di vista! Btw, mi piace tantissimo il tuo stile!
Ottimo punto di vista.
Bel post, scritto molto bene come al tuo solito e con tanti spunti d’interesse per un sano confronto senza scatenare le solite guerre di religione tra utenti Apple e non. Voglio solo segnalare che però è la stessa cosa successa nei personal comuter con l’avvento di Windows dove c’erano tanti produttori di PC e un solo sistema operativo uguale per tutti. Non so se è stato un bene!
Nel mrrcato degli os è quasi sempre così, pensa a Windows.
@Luigi senza dubbio… ma allora Apple che ha il knowhow HW e SW è indubbiamente molto avanti…
Per una volta mi trovi PIENAMENTE d’accordo! :) PS: ti riferivi a me???? AHAHAHAHA!
Ni… il mercato è appiattito da tanti fattori, android e la sua diffusione ne sono la conseguenza, non la causa. Apple era ormai secoli avanti rispetto a tutti gli altri produttori, pure rispetto a chi come Nokia credeva di essere irraggiungibile. Quasi tutti i produttori sono giunti alla conclusione che per colmare quel gap era necessario rinunciare a qualcosa di proprio e ammettere di aver fallito sul fronte dell’esperienza d’uso. Ora il mercato sembra essere fermo, ma credo che a breve succederà qualcosa. Windows phone sta facendo passi da gigante rispetto al suo recente passato, Google ha da poco messo le mani su Motorola, quindi Samsung non sarà più il suo partner privilegiato e sicuramente non starà a guardare… Insomma è solo questione di tempo…
P.s. il mio è cmq un giudizio da chi guarda le cose da molto lontano, ho il mio primo smartphone wp7 da una settimana grazie ad un concorso su internet…
OT = e come ti ci trovi?
La verità è che al momento non c’è storia tra iOS e Android. Apple è distante anni luce dal concorrente di Google che ancora stenta a trovare una “dimensione” ai livelli di iOS. Basta guardare le due interfacce per capire quanto sono differenti tra loro e quanto quella di iOS sia indubbiamente molto meglio. Per il futuro staremo a vedere ma la sfida è e rimane Apple contro tutti gli altri.
Articolo interessante. Effettivamente se ci penso ho avuto anch’io la stessa impressione qualche giorno fa mentre girovagavo per EURONICS a dare uno sguardo ai cellulari. Però non mi pare ci sia qualche alternativa oltre a iOS, Android, W7 e RIM….
Condivido la parte sulla mancata ricerca e sviluppo, ma alla fine i costi che prima venivano sostenuti dalle case produttrici di “hw” per sviluppare il proprio sw, ora vengono sostenuti direttamente da Google. Secondo me il vero “problema”, se vogliamo usare questa parola, è che gli altri sistemi operativi mobile sono sviluppati per una sola macchina o per una propria macchina, mi spiego: windows phone avra come partnership principale nokia, ios & apple idem, google invece sviluppa “in generale” dovendo fare il porting di un sistema base su diversi devices. Questa diversificazione secondo me giustifica del tutto i “ritardi” di sviluppo rispetto gli altri concorrenti ed in primis l’iphone.
Apple cuce un abito su misura sartoriale perfetto sul proprio dispositivo, si dovra ora vedere se Android fara lo stesso per i Nexus e il nuovo Razor.
Piccola nota: io provengo da un anno di android e sono passato da eclair a ginger attraverso froyo…i salti di qualita sono esponenzialmente eccezionali.
Io non passeri ad Android nemmeno sotto tortura…. come hai fatto Antò!
Complimenti per l’articolo,cmq anche io che ho un 3GS mi sto convincendo sempre di più che il mio prossimo smartphone non sarà un iphone…
Anche io ho il note… Una cosa che mi fa incazzare su android é la poca compatibilitá delle app alcune probabilmente non saranno nemmeno aggiornate per il note, poi il banning sul display é una cavolata ma a volte mi da fastidio graficamente
Non sono pienamente d’accordo e questo forse perché ormai sono su Android da quasi un anno (diciamo un anno e mezzo, dato che ho iniziato a sviluppare qualcosa sull’emulatore prima ancora di avere il Galaxy S).
Non condivido soprattutto il passaggio in cui affermi “ne provi uno, li hai provati tutti”. Pensa un po’: molti (fra cui lo stesso Eric Schmidt di Google) affermano che Android è privo – al contrario – di un family feeling unitario, ossia di un’esperienza d’uso comune a tutti i terminali, la quale è anche una delle cause per la frammentazione del mercato Android fra modelli e versioni diverse.
In effetti così è. Ogni OEM personalizza le ROM dei propri device in modo più o meno pesante: Samsung implementa l’interfaccia TouchWiz, SonyEricsson usa TimeScape, Motorola installa MotoBlur, HTC impone Sense e così via, mentre la gamma “Nexus” (cioè i Googlefonini puri) sono gli unici di fascia alta, insieme ad una decina di terminali entry-level, ad offrire l’interfaccia denominata “Google Experience” e frutto dell’AOSP (Android Open Source Project).
Ciascuna interfaccia ha le proprie peculiarità, così come il corredo di applicazioni di serie cambia da produttore a produttore.
Il tuo ragionamento, invece, è meglio applicabile se si mette a confronto l’esperienza Android su smartphone (con Gingerbread) con quella su tablet (con Honeycomb): in questo caso troviamo effettivamente due filosofie d’uso diametralmente opposte, tanto che Android 4.0 ICS è stato progettato proprio per riunire queste due strade parallele in una e consentire all’utilizzatore di ritrovare lo stesso ambiente tanto su telefono quanto su tablet.
Se poi pensiamo al fatto che possiamo utilizzare centinaia di interfacce di terze parti e possiamo configurarle in milioni di modi diversi con i widget della Home (cosa che in iOS non è possibile fare), allora è impossibile non dare ragione a Schmidt quando critica la mancanza di unitarietà nelle esperienze d’uso di Android. Ma questo è anche il bello di questo OS mobile :)
concordo pienamente con te… il sistema operativo funziona su tutti, può essere vero, anche se bisogna vedere quanti adattamenti hanno fatto per i singoli dispositivi. Dal punto di vista dell’osservatore, appena si esce fuori dal seminato (e parlo di cominciare ad usare dispositivi particolari del device), diventa quasi un inferno, e dico quasi perchè non voglio paragonarlo all’inferno degli sviluppatori web stritolati dalla guerra dei browser. Troppe sono ancora le differenze tra i vari device, molti di essi non vengono giustamente sfruttati appieno perchè gli sviluppatori temono che le loro applicazioni non girino a dovere. Ovviamente, non tutti hanno i soldi per comprarsi 3-4 device diversi tra i più venduti sul mercato ehehehe
Sarebbe come dire che usare il Note non è poi cosi diverso dall’usare l’Xperia Play? :)
Schermo a parte (e applicazione per il blocco notes col pennino) l’esperienza d’uso è di fatto la stessa. Come utilizzare Windows 7 su un netbook, un desktop o un laptop.
Io uso android da un anno, ora sto prendendo in seria considerazione WP7. Mi piace molto l’interfaccia, perché propone qualche cosa di diverso dal solito. Inoltre questi smartphone devono soddisfare delle specifiche di base, il che fa guadagnare molto in compatibilità. Insomma, siamo in una via di mezzo tra Android, che cerca la compatibilità con qualsiasi tipo di smartphone, e iOS, che si concentra sull’unico device disponibile. Inoltre, da quello che ho visto in giro, siamo ben lontani dal windows del “blue screen of death”: il sistema risulta sempre reattivo, veloce, mai un blocco. Mi sembra studiato e realizzato molto bene, insomma.
scusa ma metti una skin di windows su android… risparmi e funziona meglio
tutti uguali, tutti uniti tutti insieme. grazie google, grazie android. ora il mondo è migliore e quei pochi che buttasvano temo e denaro su dipsoditivi morti oggi non rischiano più di rimanere ai margini del mondo e alla mercè della marche sanguisughe
Mmmm, non ho capito veramente il tuo raggionamento.Ci sono fabricanti a innovare e a fare megliori smartphone, poi ci sono altri che fanno soltanto clon… ma tutto questo accade in molti prodotti.
Guarda, durante el communismo nella Russia tutto c’era controlato, la gente non doveva cercare lavoro… molti ancora pensano bene a quel tempo…ma veramente preferisci quella “unità” alla vera libertà? Pensaci. Ciao!
una bella analisi, lucida,un po’ inquietante.
Io proprio non capisco Antonio; questo si chiama poter scegliere…. ormai android è un S.O maturo, è chiaro che su un dispositivo da 100 euro con un hardware minimo non si possono pretendere prestazioni al top, ma x i comuni mortali, o per un primo accesso a questi dispositivi vanno benissimo… proprio l’altro giorno un amico mi ha chiamato che aveva preso un galaxy ace in offerta a 99 euro.. l’ho raggiunto per spiegargli un po’ come impostarlo e con mia sorpresa nonostante montasse un froyo 2.2.1 (aggiornamento a ginger 2.3.5 già uscito) ho notato che andava molto bene, fluido e …insomma un ottimo compromesso, con un display da 3.2 pollici
straquoto alla grande l’utente Matteo, come si fa a definire identici i terminali android? gli Iphone lo sono per via della scarsa possibilità di personalizzazione, ma non penso di aver visto mai 2 android uguali, se non appunto nel momento in cui li acquisti ( e neanche visto che tra HTC, SAMSUNG MOTOROLA;SONY e via dicendo ognuno ha le sue personalizzazioni di serie ) Per ultimo, ma scusate, nel mondo pc, esistono windows, apple e gli open linux.. nel mondo mobile già ci sono Ios,Android, Windows, la Rim e Bada, il tutto in meno di 4 anni, io non vedo questo appiattimento.un saluto
I produttori di cellulari non hanno mai saputo fare del software decente. Con l’unica eccezione di Apple le aziende software non capiscono l’hardware e viceversa le aziende hardware non capiscono il software. Credo che nessuno di noi rimpianga i tempi in cui ogni cellulare aveva il suo orribile inusabile sistema operativo. La varieta’ oggi c’e', anche se e’ limitata a soli tre players (IOS, Android, e Microsoft Phone), escludendo RIm in fin di vita.
C’è però anche da dire che andando nel ‘famoso’ centro commerciale alla cieca NON si capisce in cosa un Galaxy $ cambi dall’altro … a parte il prezzo!
beh, non c’è paragone con nessun s.o. di altri cellulari. lo posseggo da oltre un’anno e non tornrei indietro per nessuna ragione.viva android. inoltre è meglio che funzionino tutti uguale così cambiando telefono, non avrai problei a memorizzare i vari step per eseguire le operazioni. in ultimo iPhone… cacchio stesso principio di base (unix) solo che iPhone lo paghi il doppio a parità di prestazioni. Per nokia, mi dispiace veramente, ne ho avuti tanti e sempre funzionali…non sono stati al passo con i tempi forse.
però non capisco dove vuoi arrivare: Google dovrebbe trovarsi un suo produttore e quindi dotare Android di un hardware univoco come per iPhone?
Ma Google è una software house, perchè dovrebbe farlo? A mio modesto parere (non sono un tecnico come voi ma un banale utilizzatore) è proprio questa libertà di scelta a consentire una diffusione globale degli smartphone perchè consente la produzione di devices di vari “tagli” e quindi con costi abbordabili per tutti.
Apple la butta sull’esclusività, come si dice in questi casi vende un’esperienza prima ancora che un prodotto, e giacchè la strategia porta ottimi risultati commerciali fa bene a perseguirla, ma io che non spendo per principio 600 euro per uno strumento che tra due anni e mezzo è obsoleto sarei automaticamente tagliato fuori dal mercato degli smartphone.
Poi, se devo dirtela tutta, a Symbian hanno cominciato a tagliare le gambe ben prima dell’esplosione di Android: in casa Nokia non ci hanno mai creduto fino in fondo.
RIM poi pensava che essendo arrivata prima di tutti poteva campare di rendita chissà per quanto. Non si sono evoluti e non hanno voluto investire, non è colpa di Android ma di pessimi manager.