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Marissa Mayer è il nuovo CEO di Yahoo: Luci e ombre della nomina

Yahoo! cambia il quinto CEO in cinque anni e nomina Marissa Mayer, ex executive di Google, ai vertici della società. Le ombre che rendono “opaca” la nomina.

Che dalle parti di Yahoo! non buttasse più tanto bene è storia nota a tutti. Che uno dei colossi storici del web stesse attraversando una difficile fase stagnante, un puro dato di fatto. Cinque CEO in cinque anni. Nessuno dei quali in grado di risalire la china. L’ultimo, Scott Tompshon, cacciato a maggio scorso. Lo hanno fatto fuori con il solito giochetto che funziona alla grande quando vuoi liberarti di qualcuno in modo pulito. Trova un buco nella sua vita e trasformalo in una voragine grande abbastanza per inghiottirlo.

Ora le luci della ribalta sono tutte per Marissa Mayer, 37 anni, ex dipendente numero venti ed executive di Google. Ieri l’annuncio della sua nomina a CEO di Yahoo!. Per dovere di cronaca Marissa è anche incinta. Partorirà ad ottobre. Non è un dettaglio proprio trascurabile. Vi fa capire come ragionano dall’altra parte del mondo.

I giornali hanno detto quasi tutto sulla faccenda. La gravidanza in primo piano. Il lato gossipparo, naturalmente, tira sempre di più. Facciamo però un’ipotesi. Semplice e perversa. Yahoo! ha un piccolo tesoro ancora tra i sui ex gioielli. Si chiama Yahoo! Mail. L’hanno inaugurata nel lontano 1997 e ancora tiene bene. Stimano che abbia qualcosa come 320 milioni di utenti. Dall’altra parte c’è Google, c’è Gmail che di utenti ne ha altri 425 milioni. Se avete nozioni minime di algebra elementare siete in grado da soli di farvi un piccolo calcolo. Uno più uno uguale a qualcosa come 740 milioni di utenti. Milione più, milione meno.

Immaginatevi ora la triade Schmidt, Brin e Page che fanno i migliori auguri a Marissa per il nuovo incarico. Un rapido occhiolino indirizzato alla signora. Il messaggio tacito. Ti abbiamo creata noi e guarda dove sei finita. Un po’ di riconoscenza non guasterebbe.
Perché la nomina della Mayer è un bilanciere assai poco neutrale che influenza a senso unico i rapporti di forza tra i due big della rete. Ieri competitor, oggi qualcosa di diverso. Microsoft ha fatto un’operazione del genere con Nokia. Stephen Elop, l’attuale CEO del colosso di telefonia, proveniva dalla divisione Office di Redmond. Google può trarre un beneficio enorme dall’intera faccenda. Visto lo “stracciato” prezzo di mercato di Yahoo!, chi ha tutto da guadagnarci in questa mossa, che sa un po’ di facciata, è soltanto Mountain View.

Infiltrate qualcuno che potete controllare e piazzatelo nei posti di rilievo di un’organizzazione. Fa sempre comodo. Potete scegliere voi per lui. Non mi stupirebbe leggere tra qualche mese una frase del genere: Yahoo! A Google Company. Alle brutte, se proprio non volessero fare il grande passo dell’acquisizione, la strategia è comunque azzeccata. La concorrenza può essere sabotata in modo più subdolo senza sborsare un centesimo. Ad esempio dall’interno. Ai più alti livelli gerarchici.
Benvenuta Marissa. Yahoo! ringrazia. E Google festeggia.

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