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Festa della donna: scoppia Il caso FIAT. Quando le aziende dovrebbero stare alla larga dai social network.

L’offerta è comparsa su Facebook: «FIAT festeggia le donne: solo per oggi sensori di parcheggio inclusi nel prezzo». E i commenti sulla pagina si spercano. Il messaggio dopo qualche ora viene rimosso dalla pagina.

Sergio Marchionne, Amministratore Delegato di FIAT.Sergio Marchionne, Amministratore Delegato di FIAT.

Non è servita la lezione di Trenitalia. Non sono servite nanche tutte le altre batoste che fino ad oggi si sono beccate le varie aziende che hanno gestito un po’ all’acqua di rose la comunicazione sul Web. L’ultima oggi è di FIAT. Che Marchionne non fosse un grande genio della comunicazione, l’avevamo capito già tempo fa. Allora se ne uscì con una frase infelice verso il candidato alle primarie del Partito Democratico, Matteo Renzi.

Oggi però, dalle parti del Lingotto, si sono superati. I buoni propositi, per l’8 marzo, festa della donna, ce li hanno messi tutti.

«FIAT festeggia le donne: solo per oggi sensori di parcheggio inclusi nel prezzo»

Volevano celebrare le donne. Dando loro implicitamente delle pippe alla guida. Pagina, come prevedibile, invasa di commenti. Vi lascio immaginare il tono. Spararla grossa, come strategia per diventare virali è utilissima. Purché se ne parli, direbbe qualcuno. Non sempre funziona. E non credo che oggi, grazie a questa genialata, le vendite d’auto registreranno un picco positivo significativo. Non è questione d’essere i più grandi esperti mondiali della comunicazione per avere la sensibilità di evitare certe figuracce. C’è solo bisogno di un po’ di sano buonsenso. Che, ogni volta uno si stupisce, manca più di quando si possa immaginare.

AGGIORNAMENTO – Leggendo i commenti si perde il punto della questione. Non bisogna prendersela con chi si è risentito per la battuta che, se vogliamo, possiamo definirla senza dubbio del tutto innocente. Il problema bisogna girarlo dal punto di vista di un’azienda che fa comunicazione per vendere un prodotto. Se vuoi veicolare un certo tipo di messaggio che sospetti anche solo minimamente possa urtare la sensibilità di una frangia dei destinatari a cui quel messaggio è rivolto, non puoi e non devi pubblicarlo. Il rischio è che poi ti ritrovi nell’imbarazzo di gestire una spiacevole situazione. Non è questione di “fatevi” una risata. Ce la facciamo senza problemi una risata. Ma una cosa è che certe cose le dica un singolo (e in questo caso sarebbe anche risultata molto divertente). Tutt’altra cosa che lo dica un’azienda che fa business. Non è questione d’ironia. E’ solo di avere la sensibilità di capire che le potenziali reazioni di chi ascolta, nei due casi, posso (e in genere sono) molto differenti. E i veri “professionisti” della comunicazione, dovrebbero saperlo molto bene vista la valanga di case studies che circolano sull’argomento.

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