Il Cavaliere è tornato ad essere l’argomento all’ordine del giorno dell’agenda politica dei suoi avversari. Mentre l’Italia affonda e la politica non smuove un passo per affrontare i problemi importanti del Paese.
Paolo Becchi, sul blog di Beppe Grillo, riparte a ruota con la questione sull’ineleggibilità di Berlusconi. «È il momento di proporre con decisione la questione. Questa sarà una battaglia che il M5S dovrà affrontare con decisione e coraggio».
Ma per piacere. Siamo stanchi. Lasciate un secondo da parte il credo politico. Guardiamo per un secondo al perfido, schifoso, innominabile principio della realpolitik. Quello che nella sua ferocia e scorrettezza antibuonista mette ordine alle cose e alle vere priorità. L’Italia è allo stremo. Inutile inzuccherare il veleno solo per farlo apparire più dolce. Stiamo agonizzando in una pozza di sangue che si allarga sempre di più. Non si può incentrare l’agenda politica di un Paese sulle vicende più o meno personali di un individuo. Quell’orda priva di visione politica che affolla i palazzi del potere Romani tiri fuori qualcosa di meglio per piacere. Lavoro e sviluppo. Nient’altro. E’ una questione non solo di maturità politica ma anche di responsabilità nei confronti di un’intera nazione.
Il centrodestra in tutto questo tempo non avrà brillato e ha le sue colpe oggettive. Il PD ha sprecato vent’anni nell’assoluta incapacità di creare un’alternativa a Berlusconi. È campato di rendita, abbaiando come un ossesso contro il Cavaliere. Il risultato è davanti agli occhi di tutti. I nuovi arrivati sono peggio di quelli che li hanno preceduti. Il Movimento 5 Stelle non sa più da che parte sbattere la testa. Dopo lo tsunami, non ha la benché minima idea per iniziare la ricostruzione. La scusa del “non ce lo fanno fare” ormai non regge più. Cavalcare oggi l’onda dell’iconoclastia Berlusconiana è una scialba mossa per strizzare l’occhiolino oltre le linee nemiche, nel tentativo di erodere la base elettorale di quel centrosinistra più intransigente che oramai viaggia alla deriva. Non aggiunge nessun valore al sistema paese. È un mero calcolo algebrico in vista della prossima tornata elettorale.
Così non andiamo da nessuna parte. State solo attizzando pericolosamente la fiamma. Ma state in campana. Perché se la miccia prende a correre ancora più veloce, rischiate di non potergli stare più dietro. Siamo tutti quanti esasperati. Lo capite, sì o no? Dio ci sampi dal botto. Perché stavolta potrebbe fare davvero male.
