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L’amaro sfogo di Napolitano, il femminismo spicciolo e l’irresponsabilità dei partiti

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Napolitano si sfoga contro i partiti: «sono stato lasciato solo, su di me sospetti e dietrologie incomprensibili».

Il Presidente della Repubblica Napolitano: «sui saggi critiche ingiuste e insolenti»
L’amaro sfogo del Presidente della Repubblica Napolitano è il termometro più indicativo della deriva politica del nostro Paese. La scelta della commissione dei Saggi non è proprio andata giù a nessuno. «Sono stato lasciato solo dai partiti» ha dichiarato, «su di me sospetti e dietrologie incomprensibili». Isolato e ritenuto colpevole, da parte di certa stampa e dalla politica, dello stallo istituzionale in cui siamo impantanati ormai da più di un mese. Dopo le recenti e inconcludenti elezioni, nell’incapacità e nell’irresponsabilità dei partiti di trovare un accordo per poter governare un Paese ormai allo sbando, i partiti si sono prima lavati le mani rimettendo la scelta di come poter districare l’ingarbugliata matassa nelle mani del capo dello Stato. Poi lo hanno accusato per la scelta dell’istituzione della commissione dei saggi.

Molti hanno rimproverato a Napolitano il fatto di non essersi dimesso. Dico che sono parole senza senso. Sarebbe stato un atto irresponsabile, di una gravità inammissibile, che avrebbe lasciato un totale vuoto istituzionale in un Paese senza Governo e senza Capo dello Stato. Una follia. Sempre se non ci fosse stato qualcuno a cui quella situazione pericolante avesse fatto gioco.

La gazzarra delle solite femministe incallite che criticano la mancanza di donne nella commissione dei saggi ha il sapore stantio di quelle vane battaglie ideologiche perse in partenza. Che poi a guardar bene sono le stesse femministe che non si scandalizzano più di tanto se qualche intellettualoide afferma che il Parlamento è pieno di “troie”. Perché associando l’epiteto alle tanto chiacchierate figure femminili che hanno frequentato i palazzi romani del potere nelle legislature passate, quel termine, per loro, trova una relativistica e accettabile giustificazione. Non siete assolutamente credibili signore care. Anzi, lo siete meno che niente.

E in tutto questo i maggiori partiti continuano a intorbidire le acque senza alcuna intenzione di voler risolvere la faccenda. Dal risultato di queste elezioni hanno tutti gustato il sapore della vittoria ma formalmente hanno perso tutti quanti. Fa più comodo dimenarsi in una cagnara rumorosa, nella speranza di tornare immediatamente alle urne, piuttosto che lavorare in maniera costruttiva per il Paese. Lavandosi di ogni responsabilità. Arroccandosi dietro posizioni d’intransigenza incommentabili. E ora, in malafede, vogliono provare a scaricare le loro colpe sul Capo dello Stato. Non regge. Perché siete voi gli unici responsabili dello sfacelo.

37 anni fa nasceva la “Apple Computer Company”

Palo Alto, 1975: un giovanissimo Steve Jobs accanto all'amico hacker Steve Wozniak al lavoro sull'Apple 1
Palo Alto, 1975: un giovanissimo Steve Jobs accanto all'amico hacker Steve Wozniak al lavoro sull'Apple 1

Questa è probabilmente una delle immagini più famose della storia di Apple. Datata 1975, ritrae due giovanissimi Steve Jobs e Steve Wozniak nel famoso garage dell’abitazione di Jobs mentre lavorano al primo Apple 1. All’inizio del 1976 Wozniak con l’aiuto di Jobs aveva completato la realizzazione di un computer bastato sul processore 6502 di MOS Technology e il 1 aprile del 1976 fu formata ufficialmente la Apple Computer Company. Erano esattamente 37 anni fa. Tre mesi più tardi, a luglio del 1976 iniziarono le vendite dell’Apple 1 a 666,66 dollari. Dieci mesi più tardi ne erano stati venduti circa duemila esemplari. Il resto è storia.

Tivoli Remix, The Hansen Family

Il Tivoli Audio remix dei norvegesi The Hansen Family
Il Tivoli Audio remix dei norvegesi The Hansen Family

Quando il legno incontra il design e la tecnologia

Si chiama The Hansen Family. E’ uno studio Norvegese che realizza elementi d’arredo di design col legno. E poi c’è Tivoli Audio che realizza prodotti audiofonici, in particolare radio. Il risultato del mix tra i due si chiama “Tivoli Remix”, questo mobile dal design essenziale e dal gusto molto vintage. Impossibile da non desiderare nello studio o nel salotto di casa.

Il Tivoli Audio remix dei norvegesi The Hansen Family

Il Tivoli Audio remix dei norvegesi The Hansen Family

Per chi invece ha meno pretese c’è Sound Sideboard, il fratellino più piccolo. Decisamente meno d’impatto ma pur sempre molto elegante da tenere in bella vista.

The Hansen Family, Tivoli Sound Sideboard

The Hansen Family, Tivoli Sound Sideboard

Facebook Phone: in arrivo il 4 aprile lo smartphone Android targato Mark Zuckerberg

Mark Zuckerberg, CEO di Facebook
Mark Zuckerberg, CEO di Facebook

I rumors parlano del lancio quasi certo del famigerato Facebook Phone: un terminale HTC con una versione rimaneggiata secondo le logiche del social network di Zuckerberg.

L’invito è stringato come da tradizione. “Come see our new home on Android”. L’evento, annunciato per il 4 Aprile 2013, alle 10:00 ora locale di Menlo Park. Qui in Italia saranno le 19:00. Secondo le indiscrezioni che circolano in queste ore sul web pare che la notizia sia quasi certa. Facebook dovrebbe presentare il tanto chiacchierato Facebook Phone uno smartphone HTC con una versione di Android ritagliata ad hoc per il social network di Mark Zuckerberg.

Se la notizia sarà confermata segnerà un importante cambio di strategia nei piani futuri del social network per eccellenza. Per aumentare i ricavi e fare cassa, la pubblicità non basta più. Lo sanno bene quelli di Google che con la gamma Nexus hanno intrapreso da un bel po’ questa strada. E pare che anche dalle parti di Palo Alto il pensiero fosse più che ricorrente. Zuckerberg ha più volte negato ogni interesse verso il progetto: “not plan for that”. E poi aveva aggiunto: «mettiamo anche che realizziamo un telefono e otteniamo come risultato che 10 milioni di persone lo usino, per noi non sposterebbe l’ago della bilancia. Facebook ha un miliardo di utenti». Ragionevole. Ma si sa che in certi casi la regola d’oro è negare sempre e comunque.

I rumors su un possibile Facebook Phone risalgono già al 2010. Lo scorso anno il New York Time aveva riportato la notizia che alcuni ingegneri Apple erano passati alla concorrenza per lavorare proprio a questo progetto. Tra meno di una settimana vedremo.