Molti hanno rimproverato a Napolitano il fatto di non essersi dimesso. Dico che sono parole senza senso. Sarebbe stato un atto irresponsabile, di una gravità inammissibile, che avrebbe lasciato un totale vuoto istituzionale in un Paese senza Governo e senza Capo dello Stato. Una follia. Sempre se non ci fosse stato qualcuno a cui quella situazione pericolante avesse fatto gioco.
La gazzarra delle solite femministe incallite che criticano la mancanza di donne nella commissione dei saggi ha il sapore stantio di quelle vane battaglie ideologiche perse in partenza. Che poi a guardar bene sono le stesse femministe che non si scandalizzano più di tanto se qualche intellettualoide afferma che il Parlamento è pieno di “troie”. Perché associando l’epiteto alle tanto chiacchierate figure femminili che hanno frequentato i palazzi romani del potere nelle legislature passate, quel termine, per loro, trova una relativistica e accettabile giustificazione. Non siete assolutamente credibili signore care. Anzi, lo siete meno che niente.
E in tutto questo i maggiori partiti continuano a intorbidire le acque senza alcuna intenzione di voler risolvere la faccenda. Dal risultato di queste elezioni hanno tutti gustato il sapore della vittoria ma formalmente hanno perso tutti quanti. Fa più comodo dimenarsi in una cagnara rumorosa, nella speranza di tornare immediatamente alle urne, piuttosto che lavorare in maniera costruttiva per il Paese. Lavandosi di ogni responsabilità. Arroccandosi dietro posizioni d’intransigenza incommentabili. E ora, in malafede, vogliono provare a scaricare le loro colpe sul Capo dello Stato. Non regge. Perché siete voi gli unici responsabili dello sfacelo.
