Per capire che la situazione non buttasse proprio per il verso giusto non bastava la figuraccia fatta con l’entrata in borsa. Non bastava che le azioni da maggio ad oggi perdessero più del 30% del loro valore iniziale e che, nonostante il miliardo di utenti, la pubblicità online non fosse più sufficiente per mantenere tutta la baracca.
[quote quote_text="I numeri di Facebook" quote_author="1 miliardo di utenti attivi mensilmente; 125 miliardi di connessioni; 130 è il numero medio di amici per utente; 300 milioni di foto caricate ogni giorno; 3,2 miliardi di like e commenti al giorno."]Dopo l’introduzione di un servizio ancora in fase di test, per consentire agli utenti di dare una visibilità maggiore ai propri post alla modica cifra di 7 dollari, ora arriva la vera brutta notizia che non piacerà ai più. Ma al disperato bisogno di monetizzare non si guarda in faccia a nessuno. Il barile va grattato fino in fondo. E con un comunicato, Facebook ha fatto sapere di aver lanciato in fase di test, a un ristrettissimo numero di utenti, un servizio per poter inviare messaggi alle persone al di fuori dei propri contatti alla cifra di un dollaro. A messaggio.
Fatevi due conti. Un miliardo di utenti attivi al mese. Mettete pure che ogni giorno appena un decimo di loro invii almeno un messaggio a qualcuno al di fuori delle proprie amicizie. Fanno 100 milioni di dollari. Fossero anche la metà, o un terzo fanno sempre 50 o alla peggio 30 milioni di dollari. Aggiungeteci sempre “al giorno”. Toglieteci qualche spicciolo per le spese. Ma tra averceli e non averceli, a meno che non siate degli sprovveduti, è sempre meglio averceli.
Da quello che riporta il Wall Street Journal, il servizio per l’invio dei messaggi a pagamento è solo una delle prossime iniziative che Facebook metterà in campo nei prossimi mesi sul piano commerciale. Mark Zuckerberg deve in qualche modo riguadagnare la fiducia degli investitori portando a casa risultati economici convincenti. Per ora, nonostante la crescita della sua creatura, sono stati piuttosto scarsi. E nella Silicon Valley si mormora che strisci un certo malcontento verso di lui a causa delle modalità non condivise da parte di alcuni insider e di qualche investitore di punta sulla gestione della società. Peccati di gioventù li chiamerebbe qualcuno. Ma quando ti ritrovi in mano le chiavi di un colosso come Facebook c’è poco da scherzare. Soprattutto perché i soldi non piovono dal cielo e chi ce li mette non lo fa per beneficenza.
Da qui in avanti la partita di Facebook sarà tutta giocata nel raggiungere un livello di solidità economico-finanziaria sostenibile nel medio periodo. Altrimenti non basteranno il miliardo di utenti a tenerlo in vita semplicemente con 3,2 miliardi di like e commenti ogni giorno.
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